
Savona. Due anni e sei mesi di reclusione. E’ questa la pena patteggiata questa mattina, davanti al giudice Fiorenza Giorgi, da Adriano Levratto, 41enne savonese, che doveva rispondere dell’accusa di detenzione ai fini di spaccio per droga. La storia dell’arresto di Levratto è particolare: non era infatti arrivato al termine di un’operazione antidroga o di controlli mirati, ma in seguito ad un incidente stradale.
Era il 25 settembre 2010 quando, a Vado, un altro 41enne, Enrico Mandaglio, lo aveva investito con la sua macchina mentre era in sella alla sua moto. Dopo l’investimento, che, in un primo momento, sembrava essersi verificato per una questione d’amore, era intervenuta una pattuglia della Finanza che transitava in zona. I militari dopo aver soccorso Levratto e aver rintracciato l’investitore, non convinti dalla versione della lite per una ragazza, avevano voluto vederci più chiaro. Svolgendo ulteriori accertamenti, a casa di Levratto, avevano così rinvenuto 65 grammi di cocaina e altrattanti di hashish. Per la vittima dell’investimento era così scattato l’arresto per spaccio di sostanze stupefacenti.
Levratto aveva sempre negato che la droga che aveva nel suo appartamento fosse destinata allo spaccio. Secondo quanto raccontato davanti al giudice dai due lo stupefacente non sarebbe nemmeno all’origine della loro discussione: da quello che era emerso sarebbe stato un equivoco a fare da sfondo alla vicenda. Per la precisione Mandaglio (che era finito in manette con l’accusa di tentato omicidio), che voleva acquistare un pick-up, aveva chiesto il numero di telefono del proprietario dell’auto a Levratto e questi per sbaglio gli avrebbe dato quello di un’amica. Da qui il malinteso. Mandaglio aveva chiamato più volte l’amica di Levratto e questi, pensando che volesse provarci, aveva chiesto un incontro chiarificatore che però poi era degenerato nel tentativo di investimento.