
Savona. Un unico fascicolo che raccolga tutte le notizie di reato (e non) che riguardano i treni soppressi in Provincia di Savona. Sarà questo il prossimo passo della Procura delle Repubblica di Savona nell’ambito dell’inchiesta-treni che va avanti già da qualche mese. Per evitare che sulle scrivanie degli uffici del sesto piano di palazzo di giustizia arrivino tanti fascicoli diversi che però riguardano tutti lo stesso filone di indagine si è infatti deciso di unificare i vari procedimenti in uno.
Tutti i casi di convogli soppressi o in ritardo, tali da poter ipotizzare il reato di interruzione di pubblico servizio, finiranno quindi nella stessa inchiesta che è seguita direttamente dal Procuratore Francantonio Granero e dagli uomini della Polizia Giudiziaria. Per ora sono cinque i casi di treni che risultano già iscritti nel registro delle notizie di reato e che sono al vaglio della Procura. Il numero però potrebbe essere destinato ad aumentare visto che nel fascicolo sono presenti anche altre decine di casi di treni cancellati che, per ora, sono iscritti solo nel registro delle notizie che non costituiscono reato.
Il periodo sul quale insiste l’indagine della Procura savonese, che procede contro ignoti, va dall’inizio del 2010 fino ai primi mesi del 2011. Accanto agli accertamenti sui disservizi procede sempre anche l’inchiesta per induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria, che ha preso le mosse dalla presenza del “misterioso” volantino che era comparso sulla porta del “deposito materiale viaggiante” nella stazione di Savona e che invitava i dipendenti sottoposti ad interrogatorio da parte della polizia di riferire il contenuto dell’audizione.
Il fascicolo in questione, per ora contro ignoti, era stato aperto dopo che, in conseguenza del fatto che la Polfer aveva iniziato ad interrogare i macchinisti dei convogli che, per un motivo o per l’altro, creavano disservizi, era comparso il volantino che invitava i dipendenti di Trenitalia interrogati a “renderne conto” all’azienda.
Secondo quello che era trapelato infatti la richiesta sarebbe partita direttamente da Trenitalia. L’aspetto su cui la Procura potrebbe indagare è se questa sia o meno un’azione legittima. Per ora, in seguito ad una perquisizione, gli inquirenti hanno individuato il computer sul quale il volantino è stato scritto e stampato. Resta da capire chi abbia dato l’ordine di crearlo.