
Ponente. Il nuovo piano tariffario presentato dalla Provincia di Savona è solo il primo passo per la messa a sistema di acque-depurazione-fognature nel savonese. Per il prossimo 20 aprile i sindaci sono stati nuovamente convocati da Palazzo Nervi per esprimersi sul piano in una nuova assemblea dell’ATO.
L’approvazione delle nuove tariffe, che prevedono una media di 1,2 euro al metro cubo, rappresentano il primo start up per la risoluzione della depurazione nel ponente savonese, dal nuovo impianto di Villanova passando anche per il nodo del depuratore alassino. Dal riallineamento delle tariffe con aumenti moderati sulla base degli investimenti fatti e ancora da fare dipenderà le risorse a disposizione per la realizzazione del nuovo depuratore.
Ecco i costi stimati, che prevedono un netto risparmio rispetto alla prima ipotesi progettuale bandita dalla società Depuratore ingauno srl, in liquidazione per volontà della stessa Provincia e del Comune di Albenga.
Se Alassio si stacca dal suo progetto e aderisce al depuratore consortile per il ponente il costo si aggira sui 60 mln di euro, con una copertura finanziaria possibile da parte dell’amministrazione comunale alassina di 1,6 mln di euro. Senza Alassio il costo scende fino ai 54 mln di euro, all’interno dei quali 12 mln sono destinati al contratto pluriennale per le attività di manutenzione straordinaria. Per finanziare l’opera, quindi, sperando di incassare i 12 mln promessi dai fondi Fas, servono altri 42 mln di euro, quattro dei quali potrebbero arrivare dal comune di Andora con le risorse previste nell’avanzo di amministrazione. I restanti sono da ricavare dal nuovo piano delle tariffe.
Secondo quanto trapelato dall’amministrazione comunale di Albenga al momento il piano non coprirebbe tutti i costi di realizzazione dell’impianto. Inoltre, in caso di un nuovo progetto, Albenga chiederà prima uno studio di impatto ambientale a garanzia del territorio ingauno. Il Comune ha ricordato inoltre che tra i 35 mln di euro di interventi per motivare gli aumenti nelle tariffe, per Albenga hanno riguardato solo il passaggio gestionale dell’acquedotto.