Albenga. Commozione, incredulità, silenzio composto. Con questi sentimenti, e molti altri, gli albenganesi hanno tributato l’estremo saluto a Luca Graziani, l’artigiano stroncato da una meningite fulminante a 33 anni. Le esequie, questo pomeriggio nella parrocchia del Sacro Cuore, hanno visto la partecipazione di oltre trecento persone per l’addio al giovane padre strappato alla vita nel giro di poche ore, nei giorni immediatamente precedenti alla Pasqua.
Graziani era conosciuto nella città delle torri, oltre che per il suo mestiere, anche per la passione calcistica. Era giunto in Liguria da ragazzino, insieme con il padre di origini calabresi, e si era subito integrato nel tessuto sociale ingauno. Martedì scorso ha accusato mal di testa, conati di vomito e sintomi febbrili ed è stato trasportato al Santa Maria di Misericordia. Il giorno successivo, mercoledì, è stato trasferito al nosocomio di Pietra Ligure, in condizioni disperate. Quindi il monitoraggio medico dell’encefalogramma, rimasto continuativamente piatto e la dichiarazione del decesso. Secondo l’esame autoptico condotto sulla salma, la grave malattia infiammatoria potrebbe essere scaturita da una precedente infezione.
Il fatto certo è che a portare via Luca è stata una meningite fulminante di forma batterica. Uno strazio devastante e assurdo per la moglie Maila, il padre Antonio Tonino e i quattro fratelli dell’artigiano trentatreenne, che lascia tre figli ancora piccoli: Giada, di 10 anni, e i gemelli Gabriel e Thomas, di 7 anni. E’ stata decisa la tumulazione nel cimitero di Leca. I familiari dell’uomo hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Savona per capire se siano ravvisabili ipotesi di negligenza da parte del personale medico. Il pm Giovanni Battista Ferro ha dato mandato ad uno specialista infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova per effettuare una perizia che possa aiutare a stabilire se sussistano le ragioni di credere che nella morte del paziente siano ravvisabili responsabilità da parte dei sanitari.







