Cronaca

Colpo al Bingo di Loano, salgono a 8 gli arresti: ecco come agiva la banda (fotoservizio)

Loano. Con le monete sottratte al Bingo di Loano, nel corso del colpo messo a segno il 27 novembre 2010, avevano addirittura pagato il conto dell’hotel in cui avevano soggiornato, oltre a saldare, con gli stessi soldi illeciti, una multa rimediata per aver parcheggiato in una zona vietata della cittadina rivierasca. Proprio da quel furto, però, sono scattate le indagini dei carabinieri di Albenga che hanno portato all’individuazione della banda, composta da 8 persone, responsabile di tre furti (4mila euro rubati al Bingo di Loano, 35mila euro al “Millennium Games” di Pavia il 15 dicembre 2010, 68mila euro al negozio elettronica “Darty” di Voghera) e di un tentato furto (lo scorso 12 gennaio a Beinasco, nel Torinese, dove fu fermato uno dei componenti) nell’area del Nord Ovest.

A seguito del colpo messo a segno presso la sala giochi loanese, che ha dato il nome all’operazione “Bingo”, i militari avevano rinvenuto un giubbotto con all’interno la carta di identità di uno di loro: di qui si è risaliti all’albergo loanese dove i ladri avevano soggiornato e di qui è partita l’operazione che poche ore fa, dopo l’arresto di 7 persone, italiani e romeni, ha portato al fermo anche dell’ottavo malvivente, Alexander Emilian Bordum, classe 1987, proprio si preparava a mettere a segno un altro furto in un centro commerciale di Savigliano. I suoi “colleghi” sono: Soruel Bontoiu, 32 anni, detto “il Padrino”; Claudiu Barbu, 21, ribattezzato “il Francese”; George Boboc, 22, alias “Boboc”; Ion Popescu, 23, in arte “Poppe”; Vioren Bontoiu, 21, soprannominato “Ionut”; Angelo Vinciotti, 28 anni, altrimenti chiamato “Angi-angica”, e Titirica Gelu, 32, ovvero “Goe”.

I fermi sono avvenuti tutti tra Merene, nel Torinese, e Roma, anche se poi la banda colpiva principalmente nell’area del Torinese e, in generale, nel Nord Ovest. Per tutti l’accusa è di furto aggravato in concorso. Particolare del loro modus operandi era l’abilità nel disattivare il sistema di videosorveglianza dei vari esercizi commerciali presi di mira, grazie alla applicazione di un sensore che di fatto impediva la ripresa delle persone all’interno dei locali. Il denaro prelevato veniva subito smistato in Romania e sono in corso ulteriori accertamenti investigativi per risalire al ricettatore della banda già individuato grazie alle intercettazioni disposte per risalire all’ingente denaro contante frutto dei tre colpi.

A seguito delle perquisizioni, sono stati posti sotto sequestro vari attrezzi da scasso oltre ad elettrodomestici e prodotti elettronici rinvenuti nelle rispettive abitazioni di alcuni dei rumeni arrestati. I carabinieri, inoltre, non escludono che la banda possa essere responsabile anche di furti avvenuti nei mesi scorsi nell’Albenganese.