Alassio. Era il primo pomeriggio di ieri quando don Luciano Massaferro ha lasciato il convento di suore di clausura a Diano Castello per fare ritorno a casa, nella “sua” Alassio. E’ qui, nell’alloggio che si trova dietro alla canonica della parrocchia di San Vincenzo Ferreri, che il sacerdote attenderà la conclusione del processo che lo vede accusato di pedofilia.
“L’ho visto molto sereno e, ovviamente, sollevato”, ha detto l’avvocato Alessandro Chirivì che, insieme al collega Mauro Ronco, fa parte del collegio difensivo, e che ieri ha accompagnato “don Lu” nel suo viaggio verso casa. “Ora potrà tornare nel suo mondo, tra le sue cose e i suoi libri, e questo gli permetterà, per quanto possibile, di affrontare con maggiore ottimismo le prossime tappe del procedimento a suo carico”. Don Luciano ha fatto sapere che non rilascerà alcun tipo di dichiarazione alla stampa e che incontrerà poche e fidate persone, per non più di due ore al giorno.
Tra queste, sicuramente, alcuni parrocchiani che, dal giorno dell’arresto, avvenuto il 29 dicembre 2009, fanno il tifo per lui, anche su Facebook. Appresa la notizia del suo arrivo ad Alassio, infatti, i 1.294 membri del gruppo “Don Luciano libero” sono esplosi in un urlo virtuale di gioia. Tanta la voglia di rivederlo e di portargli un po’ di conforto. “Trascorso qualche giorno perchè si riposi e trovi la sua nuova giusta dimensione, potremo fargli visita – annuncia la signora Carla dalle pagine del social network -. Io chiedo a nome di tutto il comitato in suo sostegno, di non accalcarci sul sagrato della Chiesa per vederlo o incontrarlo. Lui stesso si è detto intenzionato di voler programmare le visite in maniera logica e razionale. Sarà lui stesso a chiamare, ora che lo può fare. Non tempestiamo di telefonate la parrocchia perchè lui non risponderà. Non perchè non possa, ci mancherebbe, semplicemente perchè il numero è stato deviato sul telefono di chi ora si occupa dell’amministrazione della parrocchia stessa in via pro- tempore. Se tutti collaboreremo, don Luciano potrà trascorrere serenamente questo mese che ci divide dalla sentenza”.
“Il tuo ritorno a casa ci fa riprendere il respiro”, aggiunge Francesca, mentre i “bentornato” si susseguono minuto dopo minuto.