India. Arriva l’ordine della Corte Suprema indiana che stabilisce i termini entro cui il processo che vede imputati per omicidio l’albenganese Tomaso Bruno e la torinese Elisabetta Boncompagni dovrà terminare (ossia entro tre mesi), e le udienze si susseguono “miracolosamente” una dietro l’altra. Ieri, oggi e, forse, anche domani. Sul banco dei testimoni, uno dei camerieri dell’albergo che non si capisce bene se abbia davvero mai visto i due imputati e se fosse in servizio quel 4 febbraio quando Francesco Montis fu trovato agonizzate nella camera d’albergo che condivideva con i due amici. Quel che è certo è che a questo teste sono state “dedicate” due udienze, ma i motivi non sono chiari.
“Ho sentito da poco il nostro avvocato – dici Luigi Euro Bruno, papà di Tomaso – ma la linea era disturbata per cui dovremo rassegnarci ad aspettare il resoconto che ci arriva verso sera via mail da Varanasi. Il fatto che domani si vada nuovamente a dibattimento sta comunque a significare che le indicazioni della Corte Suprema indiana sono state recepite in toto dal Tribunale”. Queste indicazioni sono: primo, il processo dovrà concludersi entro tre mesi, ossia entro la fine del gennaio 2011; secondo, le udienze potranno tenersi anche giornalmente; terzo, non sono ammessi rinvii o sospensioni se non in casi eccezionali. Per domani, infatti, è previsto un nuovo sciopero degli avvocati ma, non trattandosi di un “caso eccezionale”, ciò non impedirà agli imputati di avere un giusto processo.