Savona. Domani, alle 17, nella sala conferenze della Pinacoteca Civica di Savona, sarà presentata la pubblicazione “Una fabbrica all’ombra del Priamàr. L’industria del ferro e dell’acciaio a Savona (1861-1993)” di Marcello Penner, (copertina di Maria Luce Gazzano), edito dalla Società Savonese di Storia Patria con il contributo della Fondazione “A. De Mari” e della Società di Mutuo Soccorso “Aldo Cailani”.
“Tra i molti libri, dedicati alla realtà locale, mancava una pubblicazione su questa fabbrica, che per più di un secolo ha segnato la realtà economica e sociale di Savona e della sua provincia – racconta Giovanni Gallotti -. La ricerca di Penner è durata quattro anni ed ha permesso di ricostruire 133 anni di storia, dalla Tardy e Benech, nata nel 1861, al fallimento della OMSAV, datato 1994. Il primo insediamento industriale sorse sull’area del porto interrato dai genovesi a partire dal 1526. Negli Anni Settanta dell’Ottocento dopo la morte dei due proprietari fondatori (Stefano Benech nel 1877 e Giuseppe Tardy, l’anno successivo) rischiò la chiusura. Con gli espropri per la costruzione della darsena Vittorio Emanuele II, aperta nel 1884-85, gli impianti si spostarono ai piedi del Priamàr”.
“Negli anni successivi vi fu una gravissima crisi spiega Gallotti -, che portò all’inizio degli Anni Novanta dell’Ottocento alla chiusura, anche se per un breve periodo, dello stabilimento. Poi gradualmente la ripresa e l’espansione, sino al 1940, quando l’acciaieria arrivò ad impiegare oltre 5.000 dipendenti. Nel secondo dopoguerra un’altra crisi, con il taglio di oltre 1.500 posti e la chiusura dell’acciaieria e dei laminatoi. Nei decenni successivi una lenta riduzione degli organici fino a poco più di 300 unità. Nel 1993 la fabbrica all’ombra del Priamàr cessò ogni attività e l’anno successivo fu dichiarato il fallimento”.
“Oggi, visibile da gran parte della città, è rimasta una grande ciminiera, unica superstite di sei, che svettavano imponenti fino al 1951 e tre capannoni, riutilizzati per attività portuali, oltre all’edificio dell’ex direzione. Il libro di Penner è un documento ed una testimonianza sulla storia savonese, dedicato al simbolo industriale della città, culla del movimento operaio cittadino e punto di riferimento per generazioni di savonesi” conclude Gallotti.





