Economia

Pasa (Fiom): “Crisi pesantissima, ma il territorio ha buone occasioni di rilancio”

Andrea Pasa

Savona. La Fiom Cgil di Savona analizza i numeri del comparto metalmeccanico nel nostro territorio e offre un quadro della situazione. “Nel mese di ottobre 2010 sono stati concessi nei comparti dell’industria metalmeccanica 47 milioni di ore di cassa integrazione, pari ad una sospensione dal lavoro a zero ore di 272 mila persone per l’intero mese, con una leggera flessione rispetto ai volumi di settembre 2010 e dell’anno precedente, confermando tuttavia i livelli altissimi del ricorso all’ammortizzatore sociale a testimonianza di una crisi che si prolunga nel tempo, tanto da coinvolgere circa un quarto della categoria (infatti come abbiamo sempre sottolineato i lavoratori coinvolti sono molto maggiori delle unità di lavoro sospese a zero ore per l’effetto della rotazione e dell’avvicendamento della cassa nelle settimane di uno stesso mese.)” spiega Andrea Pasa.

“Guardando alla composizione interna tra le differenti tipologie, abbiamo i dati del progressivo deterioramento della situazione con il cronicizzarsi delle crisi produttive, che stanno portando, nel corso del biennio, all’esaurimento degli strumenti ordinari. Infatti se solo guardiamo ad un anno fa, in cui i volumi complessivi del ricorso alla cassa erano già altissimi, verifichiamo che allora oltre al 68% di tutta la cassa era rappresentata dall’ordinaria, solo il 20% dalla straordinaria, mentre la cassa in deroga riguardava solo poco più del 10% dei volumi complessivi della categoria” prosegue il rappresentante della Fiom.

“Oggi registriamo una situazione capovolta: i volumi della straordinaria sono lievitati al 55% del totale, e per la prima volta dall’inizio della crisi i metalmeccanici in cassa in deroga sono più numerosi di quelli in cassa ordinaria (23% rispetto al 22%): circa 63.000 lavoratrici e lavoratori, la maggior parte dei quali si trova a dover affrontare il terzo anno di sospensione dal lavoro. Infatti con il progressivo esaurirsi degli strumenti ordinari, assistiamo ad un massiccio travaso nella cassa in deroga, che ha subìto un incremento vertiginoso dei relativi volumi dal 2008 ad oggi pari a circa 20 volte (+1.946 %), infatti, mentre nel 2008 la cassa in deroga ha interessato nella nostra categoria mediamente soltanto 3.100 unità di lavoro a 0 ore, oggi nel periodo gennaio/ottobre 2010 questo indicatore corrisponde a ben 60.700 unità” osserva Pasa.

“Cifra che è destinata a crescere in modo esponenziale a causa dell’impossibilità di poter utilizzare senza soluzione di continuità ulteriori periodi di straordinaria e di ordinaria ai sensi dell’attuale normativa. Nella nostra Provincia il settore metalmeccanico è ancora in forte difficoltà, la verità dei fatti è drammatica e non travisabile, la crisi è pesantissima e continua a determinare effetti molto gravi sul lavoro, l’utilizzo degli ammortizzatori sociali non accenna ad arrestarsi, anzi aumentano le aziende che cessano le attività. Riteniamo inoltre fondamentale un provvedimento urgente, così come richiesto dalla Cgil, che consenta l’utilizzo della Cassa ordinaria per ulteriori 52 settimane, senza soluzione di continuità con la Cigs per crisi, in modo da consentire di fronteggiare nell’immediato le difficoltà con ammortizzatori sociali più aderenti alle problematiche in essere, a tutela del reddito e dell’occupazione di tutti i lavoratori coinvolti, evitando così di far precipitare strumentalmente la già drammatica situazione occupazionale dell’industria nel nostro Paese” spiegano dal sindacato.

“Attualmente sono circa 800 i lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali nel nostro territorio di cui circa 500 in cassa integrazione ordinaria, circa 100 in cassa integrazione straordinaria, circa 150 lavoratori sospesi in mobilità e una cinquantina in cassa integrazione in deroga e per i prossimi mesi la situazione potrebbe peggiorare con alcune realtà industriali che cesseranno l’attività (Nova Glass di Dego specializzata in montaggio e manutenzione macchine per vetro cavo con circa 35 lavoratori, la Elco di Vadio Ligure specializzata in circuiti stampati con una ventina di lavoratori, la CIET di Vado Ligure specializzata in manutenzione e ripristino guasti linee telefoniche che conta oggi circa 50 persone. Occorre investire per trovare la via alla competitività, solo chi ha investito in questi ultimi due anni di crisi in formazione, riqualificazione e innovazione oggi è in una condizione positiva. Il punto è che si deve investire, investire e investire, per trovare la via della alta competitività per scoprire le quote di mercato globale da conquistare a aprire la strada della qualità , dello sviluppo e del lavoro. Questo è il ruolo delle imprese. Questo è quanto dovrebbe aspirare a fare il Governo”.

“Il Governo Italiano è risultato assente in qualsiasi linea politica economica che rilanciasse l’economia e difendesse l’occupazione, assente in qualsiasi strategia di politica industriale che sostenesse gli investimenti e i settori più competitivi della nostra economia, la politica industriale è indispensabile per fare crescere il sistema di imprese e le imprese stesse; non vi è alcun indirizzo da parte della politica relativa allo sviluppo industriale: areonautico, ferroviario, telecomunicazioni e meccanica di precisione”.

“Almeno per il nostro territorio la parola d’ordine dei prossimi mesi deve essere una sola; decidere senza perdere tempo e sulla base di dati oggettivi , contrariamente rischiamo di perdere molte opportunità che potrebbero risolvere almeno in parte il problema occupazionale e di tenuta del sistema industriale nella nostra Provincia; mi riferisco alle opportunità che il territorio non deve farsi scappare; ampliamento della centrale Tirreno Power, lo spostamento con il conseguente sviluppo della Piaggio Aero da Finale Ligure a Villanova, l’ampliamento del porto di Savona e Vado e lo sviluppo del Polo della Meccanica di Millesimo/ Cengio. Tutto ciò senza barattare la salute con il lavoro , creando nuovi posti di lavoro , aprendo importanti spazi di attività alle imprese del territorio ,che oggi senza quelle opportunità sono destinate a chiudere , migliorando anche le condizioni ambientali. A differenza di molti altri territori, oggi la Provincia di Savona, ha molte opportunità di sviluppo, da valutare e possibilmente da migliorare, ma, alla fine, da non buttare al vento” conclude Andrea Pasa.