
Savona. La notizia dello slittamento dell’incontro a Roma presso il Ministero dello Sviluppo economico dove si sarebbe deciso il futuro di Ferrania era arrivata nei giorni scorsi come una vera e propria doccia fredda. Il numero uno di Palazzo Nervi però non è rimasto di certo con le mani in mano e proprio ieri si era fatto promotore per organizzare domani mattina un picchetto con tutti gli amministratori locali proprio davanti all’azienda per opporsi alla mobilità e sostenere tutti i lavoratori.
“Ho lanciato questa proposta e quando ho iniziato a chiamare i colleghi sindaci ho avuto la conferma che la provincia di Savona è una provincia che sa fare sistema, che un problema di uno è un problema di tutti e che ogni singolo posto di lavoro va difeso. I lavoratori di Ferrania domani verranno difesi dal sindaco di Varazze più che dal sindaco di Andora, da quello di Alassio più che da quello di Loano, come quello di Massimino e quello di Urbe. Domani ci sarà la Provincia di Savona e tutti i sindaci con le loro fasce e i loro gonfaloni per dire no alla mobilità e ad un procedimento di chiusura definitiva” ha detto Angelo Vaccarezza.
“Se l’azienda non ci crede più noi cominceremo un percorso diverso. Denaro pubblico ne è stato speso fin troppo verso chi in questo momento genera 225 disoccupati che non ci possiamo proprio permettere, soprattutto nei confronti di tutte quelle famiglie che non possono rassegnarsi a veder concludere in questo modo la loro vicenda lavorativa” ha concluso il presidente della Provincia.