Vado Ligure. Non si evolve la vicenda della Elco (ex Sicis) di Vado Ligure, dove attualmente lavorano 16 persone che dal prossimo 1 gennaio potrebbero trovarsi senza occupazione, causa la decisione della direzione aziendale di non investire più sul territorio Savonese, almeno per le attività attualmente seguite nel sito vadese.
“Nella giornata odierna – spiega Andrea Pasa della Fiom-Cgil – abbiamo richiesto un incontro ‘urgente’ alla Provincia di Savona, nello specifico agli assessori Marson e Garra”.
A seguito dell’incontro avuto lo scorso 11 ottobre proprio presso la Provincia di Savona, per valutare meglio la situazione della Elco e soprattutto dei lavoratori che oggi sono occupati in quel sito, la direzione dell’azienda nell’ultima settimana di ottobre aveva consegnato al Comune di Vado Ligure e alla Provincia un progetto industriale “nuovo” che le istituzioni si erano impegnate a approfondire e valutare.
“Visto che è ormai passato un mese – prosegue Pasa – pensiamo sia necessario che Comune e Provincia diano una propria valutazione al progetto e inizino fin da subito a ricercare possibili soluzioni occupazionali dei 16 dipendenti che rischiano seriamente di essere disoccupati a partire dal gennaio prossimo”.
Il progetto industriale è giudicato molto positivo dalla Fiom-Cgil in quanto presuppone la creazione di una realtà industriale nel settore del’assemblaggio di circuiti elettrici di alta tecnologia (settore inesistente in tutto il territorio regionale), una realtà produttiva di circa 55 lavoratori a regime, con le attività che vanno dalla progettazione alla produzioni, quindi con un alto valore aggiunto e professionalità dei lavoratori. L’investimento previsto è di circa 4,5 milioni di euro e il sito produttivo dovrà essere di almeno 1.500 mq.
“E’ necessario che le istituzioni – conclude il portavoce di Fiom-Cgil -, con le normative e le possibilità esistenti, diano velocemente una loro valutazione del progetto e soprattutto chiariscano quelle che potrebbero essere agevolazioni e finanziamenti in termine di formazione, riqualificazione, eccetera per il nuovo imprenditore. Contrariamente il territorio avrà perso l’ennesima opportunità di sviluppo e crescita occupazionale”.
