Savona. La Confederazione Cobas Savona prende posizione sull’ampliamento della Tirreno Power criticando l’atteggiamento dei sindacati nazionali che “strizzano l’occhio” al progetto.
“Sconcertanti, ma prevedibili, le posizioni delle organizzazioni sindacali confederali, che si sono allineate alle pressanti richieste di Tirreno Power – si legge in una nota -. Non si tiene minimamente conto dei danni alla salute che le emissioni di una centrale a carbone provoca.Tali danni sono stimati e quantificati in altri Paesi(ad esempio, gli Stati Uniti) in termini di mortalità per tumore, per malattie cardiovascolari e respiratorie”.
“Sconcertante l’affermazione del Direttore di Tirreno Power ai media secondo cui ‘la legge non ci impone di misurare le polveri sottili 2.5, ma se ce lo imporrà lo faremo’. Ma la legge non vieta a Tirreno Power di misurarle, per rassicurare i cittadini in modo pubblico e trasparente. Ma la legge è sempre o quasi a favore del padrone. E’ la pratica dimostrazione. Dismettere il carbone significa ridurre profitti e, prima di farlo, occorre pensarci bene. E allora ecco la favola dell’aumento dell’occupazione se verranno costruiti i nuovi gruppi a carbone. Favola che cozza con la realtà della riduzione persistente dell’occupazione operata da Tirreno Power, che minaccia di andare in Albania, ma lasciando qualcosina qui per una decina di anni. Marchionne al cubo! Ora occorre mobilitarsi. Ma non prima di aver rilevato che la proposta della Cisl di smaltire i rifiuti attraverso Tirreno Power la leggiamo come produzione e combustione di CDR (combustibile da rifiuti) e, quindi, produzione di diossine su un raggio di 50 chilometri. Sconcertante leggere dichiarazioni in tal senso da chi fa del sindacalismo”.
