Pietra Ligure. “29 Giugno 1944: sono sfollato con la mia famiglia a Giustenice”: inizia proprio così il diario bellico dello storico pietrese Giacomo Accame, ex sindaco di Pietra Ligure, all’epoca quindicenne.
Verso le ore 18 e 15 minuti circa diciotto bombardieri U.S.A. non riescono a colpire l’obbiettivo prefissato : i tre ponti sul torrente Maremola, ma in compenso cancellano per sempre il “seicentesco” quartiere dell’Aietta. Cinque civili muoiono sotto le macerie del Béu (Lavatoi pubblici) siti in Via Borro. I cinque concittadini sono: Antonio Baracco, Luigi Pirovano, Domenico Morino, Eugenia Barone con il figlioletto Roberto Marongiu di un anno. Per la storia ricordiamo che una sentinella tedesca di guardia al ponte sul torrente Maremola rimane sotto le macerie.
350 vani del Quartiere Aietta rimangono polverizzati dai micidiali ordigni del peso di 250 kg cadauno. Pietra Ligure subì circa 30 incursioni aeree (bombardamenti e mitragliamenti) oltre ad un cannoneggiamento navale che colpì il Cantiere C.A.M.E.D oltre ad alcuni palazzi. L’Amministrazione Comunale a suo tempo intitolò una via alle vittime dei bombardamenti del 1944.