Savona. “Non vuole assolutamente essere una provocazione anzi vuole essere un messaggio molto forte che spinga alla collaborazione e al rinnovo di una chiesa che, così com’è, forse, non piace tanto neanche ai fedeli”. Spiega così la sua iniziativa di questa mattina, un volantinaggio davanti al Duomo di Savona, l’omosessuale Francesco Zanardi che da tempo ormai sta denunciando, invitanto la Curia a prendere posizione, gli abusi subiti da un sacerdote.
Insieme a Zanardi, a distribuire il volantino che riportava anche alcuni passi del vangelo, c’erano gli esponenti del Pdl Fausto Benvenuto e Diego Gambaretto. Davanti alla cattedrale savonese è comparso anche Roberto Nicolick che ha voluto ringraziare pubblicamente Zanardi per aver avuto il coraggio di denunciare. Nicolick è infatti personalmente coinvolto in questa battaglia visto che suo fratello, dopo aver lasciato il seminario, iniziò una tragica parabola che lo portò poi alla morte.
L’ex consigliere provinciale si sta domandando se, visti i casi di abusi su minori che sono venuti alla luce, la decisione di suo fratello di fuggire dal seminario possa essere legata ad episodi di questo tipo.
“Lo scopo di questa iniziativa è che esca la verità – prosegue Francesco Zanardi -. A questo punto la verità è più che evidente. Non sono più solo io a sostenere delle accuse ma ci sono altre vittime ed una serie di sacerdoti. Il primo sacerdote uscito allo scoperto, Don Rebagliati, magari si poteva pensare che avesse delle preferenze e mi volesse aiutare vista l’amicizia che ci lega, però nel caso di Don Lupino non è così. Stanno cominciando ad uscire delle vere testimonianze, pesanti, su fatti anche accaduti nel seminario”.
“Fatti di cui eravamo al corrente che però non erano dimostrabili. Io ringrazio Don Lupino, così come Don Rebagliati per aver rotto questo muro di omertà che purtroppo spesso e volentieri la chiesa utilizza. Non so che cosa abbia in mano la magistratura ma spero che abbia delle prove concrete. Certamente dovrebbe avere delle denuncie di vittime che non sono in prescrizione. Io non so in quale modo si muoverà la Procura ma non credo stia ferma immobile” ha aggiunto il grande “accusatore” della Diocesi.
“Io voglio riuscire a portare altri sacerdoti a chiedere chiarezza a Monsignor Vittorio Lupi come lo stesso Vescovo ha più volte detto di volere. Spero che finalmente Lupi mi voglia ricevere in quanto vittima e portavoce delle vittime del savonese e cominci a fare qualcosa per queste persone, alcune delle quali con problemi di salute che sono una conseguenza degli abusi subiti” ha aggiunto Zanardi che ha concluso con un appello: “Serve un atto di umanità che aiuti ad alleviare le sofferenze delle vittime”.







