Savona. Nuovo incontro tra i vertici delle Autorità Portuali di Savona, Tarragona (Spagna) e Sète (Francia), dopo la firma del protocollo d’intesa siglato al Fruit Logistica di Berlino, lo scorso febbraio. Sul tavolo lo sviluppo dei rispettivi porti e lo scambio delle esperienze riguardanti le compagnie portuali.
Approfittando del concomitante Salone della Logistica, Sil, in svolgimento in questi giorni a Barcellona, i tre presidenti Rino Canavese (Savona), Jean-Loup Bertret (Sète), Josep Anton Burgasè (Tarragona) hanno confrontato i progetti di sviluppo in via di realizzazione tra cui quelli relativi ai terminal della società Gf Group per il settore frutta e Tri, Rinfuse Solide (Savona e Tarragona), rinsaldando il protocollo siglato a Berlino con l’intesa di continuare a promuovere congiuntamente il sistema “frutta” sui mercati internazionali del Sudamerica, del Nordafrica e dell’Estremo Oriente.
Obiettivo comune è, infatti, quello di consolidare la posizione dei tre porti del Mediterraneo, ormai riconosciuti come “porta” principale per l’importazione di ortofrutta, rinsaldando il primato europeo già acquisito. Congiuntamente all’incontro avvenuto presso il porto spagnolo, i dirigenti della compagnia portuale di Savona, hanno aperto un tavolo di confronto con i colleghi di Tarragona sui temi comuni della formazione e certificazione dei lavoratori e della sicurezza. Dallo scambio di esperienze è emersa l’esigenza sempre più urgente di un patentino riconosciuto a livello legislativo che ne certifichi l’idonea formazione. Un tema questo rivendicato con forza soprattutto dalla compagnia portuale di Savona, che da oltre un anno porta avanti il progetto di una scuola formativa composta da lavoratori di provata esperienza, indicati dalla stessa Culp e dalle imprese terminalistiche.
“Nessuno meglio di chi lavora sulle banchine da anni – hanno spiegato i vertici del Culp – può indicare come formare i futuri operatori portuali. I legislatori europei non devono calare dall’alto norme che una volta applicate rischiano di snaturare il lavoro portuale frammentando il ciclo operativo con ricadute negative per tutti”.
L’esempio di Tarragona, dove il ciclo operativo viene gestito da un unico soggetto, ha spinto la compagnia portuale savonese a ribadire la necessità di una riforma anche del lavoro portuale. Savona, Tarragona e Sète potranno così insieme perseguire questo obiettivo unitario all’interno dell’Idc, il sindacato mondiale che raggruppa tutti i lavoratori portuali.