Cairo M. “Un incontro assolutamente insoddisfacente”. Non usano mezzi termini i sindacati di categoria nel commentare l’esito dell’incontro presso l’Unione Industriali di Savona sulla vicenda di Ferrania. L’azienda non ha dato la propria disponibilità al rinnovo della cassa integrazione, in scadenza a luglio, per i lavoratori al momento fuori dal ciclo produttivo e ha reso noto alle organizzazioni sindacali che intende procedere con la messa in mobilità dei dipendenti in esubero, 224 lavoratori.
“L’azienda non sta rispettando gli impegni industriali e occupazionali presi con l’accordo del 12 novembre del 2008, che prevedeva l’impiego di 280 lavoratori per il nuovo polo del fotovoltaico – dicono i sindacati -. Invece, con l’avvio di Ferrania Solis gli occupati sono per ora solo 31, con la prospettiva di arrivare a 76 entro il 2012. Poco troppo poco”.
Sul fronte di Ferrania Technologies i lavoratori impiegati restano a 120 unità, su un totale di 344, con ulteriori prospettive di riduzione di organico. “L’azienda ha parlato di possibili nuove attività industriali future, ma i lavoratori sono stanchi degli annunci e dopo anni di battaglie vogliono risposte e fatti concreti” aggiungono ancora i sindacati. Per domani è stato convocata una assemblea nella quale verrà chiesto ufficialmente un nuovo tavolo istituzionale che coinvolga anche la nuova giunta regionale, in attesa che anche da Roma possa arrivare qualche risposta, aspettando di conoscere chi sostituirà Claudio Scajola al Ministero dello Sviluppo Economico.
Solo qualche accenno alla questione della centrale a biomasse: l’azienda ha ribadito l’importanza e la bontà del progetto, anche sul fronte occupazionale, tuttavia l’iter di realizzazione è di fatto bloccato da un ricorso, quindi sotto il profilo aziendale è un passaggio ancora tutto da verificare.
