Economia

Caso Ferrania, la Cgil: “Altro che cassa, i lavoratori vogliono il rilancio”

Manifestazione sindacale Cgil

Savona. E’ arrivata poco fa, alla redazione di IVG.it, il commento della Cgil provinciale di Savona in merito alla notizia pubblicata dal quotidiano on line sui lavoratori di Ferrania “innamorati della cassa”. Per il principale sindacato la pentola scoperchiata da IVG.it rischia di compromettere la trattativa in corso per il rinnovo della cassa integrazione e viene definita come una “bomba ad orologeria innescata per far venir meno la necessità di nuove misure sociali a sostegno dei dipendenti dello stabilimento cairese. “Il tentativo è quello di mettere i lavoratori l’uno contro l’altro, ipotizzando l’esistenza di cassintegrati di serie A e cassintegrati di serie B – afferma il segretario provinciale della Cgil Francesco Rossello -. Il capolavoro sarebbe quello di cancellare le responsabilità di chi in questi anni doveva garantire un futuro a questi lavoratori (attraverso i vari piani industriali mai realizzati, non ultimo il famoso polo del fotovoltaico del nord-ovest) trasferendole in capo ai lavoratori”.

“Questa delicatissima fase di crisi che investe tutti i settori economici andrebbe invece gestita con responsabilità e senza provare a buttare sul tavolo polpette avvelenate. Per questa ragione il Sindacato ha agito in due direzioni – prosegue il segretario provinciale della Cgil -. Da un lato abbiamo rivendicato il rispetto degli accordi e l’importanza di garantire uno sviluppo industriale per Ferrania. Per questo abbiamo chiesto di riconvocare il tavolo al Ministero per individuare gli strumenti possono essere adottati per realizzare quel piano e per prorogare, nel frattempo, la cassa integrazione straordinaria”.

“Inoltre – sottolinea ancora Rossello – abbiamo avviato un tavolo con Provincia e associazioni datoriali per arrivare ad un accordo che impegni le aziende che fanno nuove assunzioni a destinare parte di esse a lavoratori espulsi dal ciclo produttivo (tutti, non solo di Ferrania). Ora servirebbero risposte su questi due punti, evitando di provare a seminare zizzania tra i lavoratori per far fare loro la fine dei polli di Renzo”.

“Quello che ho letto mi ha lasciato davvero perplesso – ha aggiunto il segretario della Fictem Cgil Fulvio Berruti -. Non mi pare che ci siano lavoratori che abbiano rifiutato altri posti se consideriamo che dal 1 luglio del 2005 ad oggi la forza lavoro si è praticamente dimezzata perchè alcuni lavoratori o sono andati in pensione o hanno trovato altri sbocchi occupazionali. Ad esempio, di recente, due ex dipendenti di Ferrania sono stati assunti all’Italiana Coke. Non ritengo che i lavoratori siano nella condizione di rifiutare offerte di lavoro, e noi come sindacato ci siamo attivitati proprio per una ricollocazione per quanti in Provincia di Savona sono usciti dal ciclo produttivo, Ferrania compresa”.