Liguria. Incentivi economici per 500 mila euro all’anno per il carico didattico extra ordinario dei 600 ricercatori dell’Università di Genova sono stati stanziati dal Consiglio di amministrazione su proposta del Rettore Giacomo De Ferrari. I fondi, che saranno disponibili già a partire dall’anno accademico 2010/11, saranno ripartiti tra le diverse Facoltà attraverso nuove specifiche delibere del Cda e del Senato Accademico.
Durante la riunione odierna, il Consiglio di amministrazione ha inoltre approvato un progetto di avanzamento di carriera per ricercatori meritevoli, che prevede la creazione nei prossimi sei anni di almeno 30 nuovi posti l’anno da professori associati. In caso di mancata approvazione del decreto Gelmini, il Cda ha deciso di prevedere comunque forme alternative finalizzate a creare le opportunità per l’avanzamento di carriera dei ricercatori.
“Con lo stanziamento di questi 500 mila euro per le ore di didattica extra, abbiamo voluto venire incontro alla difficile situazione che i nostri ricercatori vivono in Italia e anche a Genova – ha spiegato il Rettore Giacomo De Ferrari – Visto che i ricercatori hanno grossi problemi per poter avanzare in carriera, abbiamo inoltre stabilito che, una volta approvata la riforma Gelmini, se meritano, deve essere assolutamente tutelato il loro avanzamento. Trenta posti di professore associato l’anno per sei anni vuol dire 180 nuovi posti da destinare ai ricercatori migliori”.
“Considerato che gli attuali ricercatori sono 600 ma che alcuni sono giovanissimi e altri sono vicini alla pensione – ha proseguito De Ferrari – il numero dei potenziali aventi diritto si riduce e la nostra iniziativa rappresenta quindi una risposta concreta ai problemi che purtroppo esistono”. “Ovviamente per recuperare i finanziamenti per la creazione di questi nuovi posti da professore associato – ha sottolineato il Rettore – dobbiamo ricorrere al pensionamento ed al prepensionamento di altri docenti ma nel caso in cui un professore o un ricercatore abbia un grossissimo carico didattico e una buona produzione scientifica, verrà tenuto ancora in servizio”.