Cronaca

Un mese fa scompariva Luca Salvatico e oggi le domande restano sempre le stesse

Luca Salvatico

Toirano. C’è chi si commuove alla vista delle fotografie pubblicate sui giornali o mostrate nel corso della trasmissione “Chi l’ha visto?” e chi, andando al lavoro, si fa forza pensando che questa sì, sarà la giornata decisiva, quella in cui arriverà la notizia tanto attesa che parla di un ritorno a casa dell’amico Luca.

E invece oggi quello che viene “celebrato” è il trentesimo giorno dalla scomparsa dell’infermiere del Santa Corona, di cui si parla dal 22 marzo scorso quando la strada tra Bardineto e Toirano pare averlo letteralmente inghiottito. Rimangono la sua descrizione (abbigliato in verde con un giubbotto senza maniche blu, scarpe marroni, capelli corti, occhiali, altezza un metro e settanta circa, corporatura normale) e le speranze degli amici del gruppo di Facebook “Cerchiamo Luca Salvatico”.

“Non so cosa dire né che pensare – scrive Alessandra – tutti i giorni cerco di avere notizie, ma se prima c’erano ipotesi oggi neanche più quelle. Non si parla più di Luca?? Il vuoto totale è brutto da reggere per me figurarsi per gli affetti più cari”: è questa la paura più grande, ossia che di Luca non si parli più. Le ricerche in località Carpe – dove è stata trovata la sua Yaris grigia, abbandonata di tutta fretta sul ciglio della strada – e tutt’attorno al piazzale dell’ex discoteca “Domina” dove i cani hanno fiutato le ultime tracce, non hanno dato ulteriori risultati, nonostante la zona sia stata setacciata palmo a palmo.

Luca, dopo essere sceso dalla macchina – attorno a cui sono state trovate inquietanti macchioline di sangue – avrebbe percorso più di un chilometro prima di sparire nel nulla. C’era forse qualcuno ad aspettarlo lì e a costringerlo ad entrare in macchina? I familiari temono che il proprio caro sia capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato e che abbia visto qualcosa che non doveva vedere. Una fuga volontaria, secondo loro, è impossibile anche perchè il conto in banca è intatto, i documenti sono stati ritrovati nell’auto così come il cellulare controllato più e più volte senza esito. Ogni ipotesi viene vagliata ma, al memento, non sembrano esserci elementi che “spingano” verso l’una o l’altra possibilità.  E un mese è già passato.