Savona. Il processo d’appello nei confronti di Biagio Spolitu, l’ex psicologo dell’Asl 2 savonese condannato a 12 anni e 8 mesi per aver abusato di almeno otto minorenni nell’arco di 13 anni, prenderà il via il prossimo 16 aprile ma dovrà praticamente ricominciare da capo (o quasi). La Cassazione ha infatti annullato la sentenza emessa il 15 luglio del 2008 per “difetto di motivazione” e non, come si era ipotizzato in un primo momento, per un errore nel calcolo della pena.
Nella sentenza d’appello che aveva integralmente confermato la pena di primo grado (19 anni ridotti a 12 e 8 mesi per effetto del rito abbreviato) i giudici avevano infatti rigettato le tesi della difesa (gli avvocati Paolo Foti di Savona e Roberto Lombardi di Roma) definendo le argomentazioni di questi ultimi “una mera allegazione difensiva priva di qualsivoglia elemento di sostegno e di riscontro”.
Si aggiungeva poi che la “non ritenuta credibilità delle persone offese è circostanza solo enunciata dal difensore ma non supportata idoneamente da altri elementi”. Di conseguenza, sempre secondo i giudici d’appello, “non sussistono dubbi sulla responsabilità di Spolitu”. Una tesi che invece la Cassazione ha ribaltato annullando la sentenza “con rinvio”.
Infatti secondo la Suprema Corte sono stati i giudici dell’Appello a non motivare a sufficienza il loro diniego alle richieste dei difensori di Spolitu.