Varazze. L’assemblea degli azionisti del Gruppo Baglietto (controllato dalla società Camuzzi), tra i maggiori produttori mondiali di superyacht, ha scelto la strada della liquidazione volontaria, non risultando praticabile, nell’attuale situazione, procedere alla ricapitalizzazione resa necessaria dalle perdite accumulate in seguito alla crisi, che hanno comportato uno stato patrimoniale “in rosso” per 74 milioni di euro. Commissario liquidatore è stato nominato il ragionier Federico Galantini, di Sarzana, consigliere di amministrazione della Cassa di Risparmio della Spezia e recentemente entrato nel consiglio di Baglietto.
Galantini assume anche l’incarico di Amministratore Unico dei Cantieri Navali Baglietto (nelle due sedi di Varazze e La Spezia) e dei Cantieri di Pisa con pieni poteri operativi e il mandato, spiega il Gruppo Baglietto in un comunicato “di proseguire le trattative in corso con gli istituti di credito coinvolti al fine di verificare la fattibilità di una manovra di ristrutturazione patrimoniale e finanziaria della Società e del Gruppo”.
Questa mattina il liquidatore ha avuto un primo incontro con i sindacati per illustrare le risultanze dell’assemblea e spiegare la procedura prevista in questi casi dalla legge. Il gruppo Camuzzi ha confermato l’impegno di restare nel settore nautico (gli investimenti effettuati in Baglietto lo scorso anno ammontano a 30 milioni di euro), ma ha anche sottolineato che senza un accordo con le banche creditrici (le più esposte sono Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Popolare) la società rischia il fallimento.
Con la consulenza di Bain & Co. Era stato presentato nei mesi scorsi un piano di ristrutturazione di durata quadriennale, ma sulla sua approvazione non è stato ancora possibile trovare un’intesa con gli istituti di credito. Sul fronte della ricerca di partners da affiancare a Camuzzi, è tramontato l’interesse da parte del fondo di investimento Atlantis partners, mentre un’azienda del settore, il cantiere navale San Lorenzo, starebbe “valutando la situazione” di Baglietto. Per una parte dei 73 dipendenti si prospetta ora un periodo di cassa integrazione mentre è delicato anche il momento che stanno attraversando le numerose aziende dell’indotto navale, che occupano centinaia di lavoratori.
