Albenga. Dopo l’intervento dell’assessore Pelosi sono direttamente le liste di appoggio al candidato sindaco Antonello Tabbò (Pd, lista civica E’ Albenga, Idv, e Udc) a prendere posizione sul caso Messina-Cangialosi.
“Il sostegno di una persona arrestata alla Sig.ra Guarnieri e al candidato consigliere Silvio Cangialosi, ma soprattutto le loro dichiarazioni, sono molto gravi e preoccupanti” si legge in una nota congiunta delle quattro liste della coalizione di centro sinistra.
“Non c’è stata alcuna strumentalizzazione da parte del sindaco Tabbò e tanto meno del segretario regionale del Pd Lorenzo Basso. La gravità di quanto accaduto è testimoniato dall’imbarazzo non solo dei candidati deL Pdl manifestato per le vie della città, ma soprattutto dalle deliranti e disperate dichiarazioni dei diretti interessati” prosegue la nota.
“Il tema in discussione non è giudicare se Messina sarà condannato o meno per il grave reato contestatogli e per il quale sarà celebrato a breve il processo, ma se un candidato possa ritenersi contento o peggio favorire il sostegno di una persona che si trova purtroppo nelle condizioni del Sig. Messina”.
Con quale coerenza si può da un lato sostenere il tema della legalità e della sicurezza e nel contempo avere tra le fila dei propri sostenitori chi a torto o a ragione oggi è il simbolo dell’esatto contrario? Come si può percorrere le vie della città sbandierando il proprio libercolo elettorale che evoca con le manette la tolleranza zero e poi fornire il materiale elettorale a chi, a torto o a ragione, oggi è ristretto agli arresti?” si chiedono ironicamente le liste di sostegno a Tabbò.
“La Sig.ra Guarnieri – prosegue la nota -, in questa campagna elettorale, ha strumentalmente tentato dapprima di dividere la città tra buoni e cattivi, poi tra meridionali e non, ed oggi vuole trascinare la comunità siciliana in una questione che invece appartiene esclusivamente a lei, al sig. Silvio Cangialosi e al Sig. Messina”.
Per il centro sinistra ingauno la Guarnieri sta trascinando Albenga in una spirale di odio e di divisioni che da oltre quarant’anni non si conoscevano più e lancia un appello: “Per il bene di Albenga questi comportamenti devono immediatamente emarginati. Albenga, eccellenza economica ed imprenditoriale della Regione Liguria, da sempre capitale della laboriosità non vuole e non può essere fiera e considerare assolutamente normale quanto accaduto. Non c’è in gioco solo chi farà il Sindaco, ma anche e soprattutto a quale regole etiche e morali chi vincerà dovrà attenersi”.