Miceli (Pd), sanità: “Risorse e nuove assistenze per Cairo e la Val Bormida”

Nino Miceli

Cairo M. “E’ nostra intenzione potenziare l’ospedale di Cairo, in particolare grazie ai finanziamenti della Regione per il nuovo blocco operatorio del nosocomio, l’attività chirurgica è essenziale anche per il complessivo assetto del pronto soccorso cairese, il cui presidio ospedaliero riceverà oltre 2 mln di euro grazie alle risorse destinate alla Asl 2 Savonese”. Così il consigliere regionale e candidato del Pd Nino Miceli anticipa i contenuti del suo intervento in programma questa sera a Cairo Montenotte, dove il Partito Democratico ha organizzato un incontro per tracciare il bilancio di legislatura regionale su sanità, scuola e sociale. Appuntamento alle ore 21 nella Sala de Mari del Palazzo civico comunale.

Per Miceli fondamentale sarà mantenere anche i livelli di assistenza domiciliare per gli anziani: “Come è emerso nel recente rapporto sullo stato della popolazione valbormidese, il distretto cairese presenta la più alta percentuale di anziani assistiti a casa, 5,4 ogni 100 abitanti, il doppio rispetto al bacino savonese. Infatti, altro punto del nostro programma sanitario sarà quello di implementare i vari servizi territoriali”.

Sul fronte del bilancio di legislatura per Nino Miceli tre sono stati i passaggi chiave sul fronte della politica sanitaria varata dalla Regione Liguria, che ha dovuto affrontare in primis il risanamento finanziario, per poi procedere con il perfezionamento dell’organizzazione del sistema sanitario ligure.
Il primo step è stata l’approvazione della L.R.12/2006, che ha costruito l’architettura dell’integrazione dei servizi sociali e sanitari, “perchè i nostri concittadini devono poter trovare risposte concrete e coerenti indipendentemente dalla tipologia e dall’origine dei loro bisogni”.
Il secondo step si è avuto con L.R. 41/2006 che ha istituito l’Agenzia Sanitaria Ligure “per rafforzare le competenze tecniche e scientifiche del governo regionale ligure, modificando la normativa per la selezione dei primari, introducendo regole più trasparenti e riducendo il potere discrezionale del direttore generale”.
Terzo step la riorganizzazione della rete ospedaliera (DCR 29/2006 e DCR 8/2008) ed il piano socio-sanitario 2009-2011 (DCR 22/2009), “che hanno consentito di adeguare l’offerta sanitaria ligure alle mutate esigenze della popolazione contraendo il numero di posti letto per acuti, allineandoli ai parametri nazionali di 3,7 posti letto ogni 1000 abitanti, ed aumentando i posti letto di residenzialità extraospedaliera per anziani (aumentati in tre anni, dal 2005 al 2008, del 25%) e per disabili (+ 36 %)”.

“Ovviamente resta ancora molto da fare, in particolare sul terreno dell’incremento dei servizi territoriali per i disabili, che sono ancora carenti in larga parte della nostra regione – prosegue Miceli nel suo bilancio -, e di una risposta più efficacie al tema complesso delle liste d’attesa e del rientro delle fughe di cittadini liguri verso le regioni limitrofe per fruire di interventi chirurgici effettuati da professionisti, formati nei nostri ospedali, che hanno scelto le case di Cura convenzionate piemontesi, lombarde, toscane ed emiliane”. Su questo tema, che investe in particolare i settori dell’ortopedia e dell’oculistica, Miceli rilancia la possibilità di introdurre alcuni limitati e controllati interventi di tipo privatistico. “Oggi la Liguria è l’unica regione italiana dove l’attività ospedaliera privata e convenzionata è quasi inesistente. E tuttavia la ricerca di una soluzione condivisa e fortemente governata e controllata dal pubblico non è più rinviabile se si vuole evitare che i nostri concittadini incorrano nel disagio di doversi recare fuori regione, rimborsati dal sevizio sanitario ligure, per fruire di alcuni servizi oggettivamente scarsamente fruibili in Liguria. Tra gli eccessi privatistici lombardi e il monopolio pubblico della Liguria forse c’è uno spazio intermedio, pragmatico e non ideologico, sostenibile economicamente, per aumentare l’offerta dei nostri servizi a favore dei cittadini e per drenare le fughe dei “cervelli” dalla nostra regione”.