[thumb:1687:l]Regione. L’idea di costituire una commissione di inchiesta sulle presunte tangenti per i fondi europei non trova contrario il presidente del Consiglio regionale della Liguria, Mino Ronzitti, che però ritiene che il modo migliore per fare chiarezza sia affidare una indagine alla esistente VII Commissione ‘Verifica e Controllo’.
“Sono il primo interessato affinché su questa vicenda si faccia la massima chiarezza nel più breve tempo possibile” ha detto Ronzitti in una conferenza stampa convocata a margine del Consiglio per “precisare” e “rettificare” notizie riguardanti la sua posizione riguardo all’inchiesta della Procura di Genova sui fondi assegnati dalla Regione.
Ronzitti è favorevole a una inchiesta ma ritiene, come dirà oggi all’Ufficio di presidenza integrato, che il modo migliore per “accertare la correttezza delle procedure sui progetti da finanziare con i fondi europei” sia affidare il compito alla commissione presieduta da Alessio Saso (Pdl): “perché ha gli stessi identici poteri che avrebbe una commissione di inchiesta – ha ribadito oggi Ronzitti – ma è già operante, mentre una commissione di inchiesta dovrebbe essere costituita con procedure che farebbero allungare i tempi”.
“E’ evidente – continua – che i consiglieri regionali coinvolti nella indagine della magistratura si devono astenere dai lavori della VII Commissione ‘verifica e controllo’ se a questa sarà assegnata l’indagine sui fondi europei”. Il presidente del Consiglio regionale ligure si riferisce ai consiglieri Vito Vattuone (Pd) e Nicola Abbundo (Pdl), che fanno parte della VII commissione ma sono allo stesso tempo indagati dalla Procura di Genova che vuole fare luce su presunte tangenti sui fondi europei. Il presidente della Commissione, Alessio Saso, ha intanto riferito che il consigliere Vattuone ha già inviato una comunicazione con cui annuncia la decisione di astenersi dai lavori.
