[thumb:3888:l]Savona. Forte preoccupazione e stato di agitazione, in casa Coldiretti, dopo la nota con la quale l’Agenzia delle Dogane ha informato che non sarà più possibile per le aziende agricole usufruire dell’agevolazione sul gasolio agricolo. Il presidente provinciale Paolo Calcagno ha convocato ieri sera una Giunta straordinaria con all’ordine del giorno l’esame della situazione alla luce di tale comunicazione e e le iniziative da porre immediatamente in atto.
“Questo provvedimento è un colpo al cuore – afferma Paolo Calcagno esprimendo la preoccupazione e allarme dell’intera Giunta Coldiretti – per la sopravvivenza di un settore che soffre già di condizioni di mercato estremamente sfavorevoli sia in termini strutturali che di concorrenza dei paesi europei ed extra-europei. Inoltre con il calo dei prezzi alla produzione che si è verificato nel settore floricolo ed orticolo l’eliminazione del bonus-accisa costringerebbe gli operatori del settore a rinunciare alle produzioni di pregio (pensiamo solo al settore floricolo, al basilico alle primizie orticole) con il forte rischio di causare la chiusura delle imprese e la perdita di centinaia di posti di lavoro”.
“Una batosta di fine anno che sta creando allarmismi e forti preoccupazione alle imprese ma che non abbiamo nessuna intenzione di subire passivamente senza reagire – prosegue Calcagno -. La nostra Confederazione si è prontamente attivata a livello centrale e noi faremo la nostra parte attivandoci presso i decisori politici locali e i rappresentanti delle istituzioni. Entro oggi invieremo, di concerto con i nostri uffici regionali, al Prefetto, al presidente della Provincia, della Camera di Commercio, ai presidenti delle Comunità Montane ed ai sindaci dei comuni a vocazione floricola la richiesta di sostegno al mondo delle imprese agricole per l’immediato ripristino del bonus-accisa”. Sono oltre 4.200 le imprese agricole della provincia iscritte alla Cia di Savona e Coldiretti è pronta a porre in essere le azioni necessarie per affermare la loro dignità e il diritto a continuare a produrre.
“Sarebbe quanto meno singolare – sottolinea il presidente provinciale di Coldiretti – dopo un anno di proclami, convegni tematici a vario livello per sostenere l’economia ad uscire dalla crisi e vari interventi, non ultimo l’incentivo per il settore automobilistico, che non si trovasse il modo di porre rimedio a questa decisione che costringerebbe molte aziende agricole a chiudere”.
Nel solo anno 2008 in Italia ammontava a circa 250 milioni di euro il maggiore costo per le imprese agricole dovuto al caro gasolio che era già stato pagato nelle campagne, quasi il 30 per cento in piu’ rispetto al 2007. E’ quanto era emerso da una analisi della Coldiretti sugli effetti del nuovo record fatto segnare dal petrolio sulle attività produttive sensibili. Nel 2009 il prezzo del petrolio aveva subito una discesa che lasciava sperare in una boccata d’ossigeno alle imprese ed ecco che a luglio si apprendeva della richiesta da parte della Commissione Europea della restituzione degli aiuti concessi a partire dall’ottobre del 2000 al 2004 in quanto aveva giudicato incompatibile con il mercato comune il regime di esenzione dalle accise per il gasolio utilizzato per il riscaldamento delle serre. Per ogni azienda si profilava un esborso, retroattivo, di circa 9 centesimi per ogni litro di gasolio utilizzato. Una cifra che indicativamente sarebbe costata per un’impresa di medie dimensioni, circa 5.000 euro all’anno sino ad arrivare a oltre 10.000 euro per le aziende di grandi dimensioni.
Coldiretti era prontamente intervenuta a livello ministeriale per sensibilizzare il Mipaf alla decisione inderogabile di ricorrere alla Corte di Giustizia europea contro il provvedimento dell’Unione Europea. “La richiesta di Bruxelles – aveva attaccato l’associazione – è fuori luogo in quanto prevede di rivalersi nei confronti di imprenditori che hanno semplicemente utilizzato un provvedimento nazionale senza chiedere nulla di più del dovuto”. Era poi seguita la decisione, iniziativa sostenuta da Coldiretti, del Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia e degli assessori alle politiche agricole delle Regioni interessate, di fare ricorso alla Corte di Giustizia Europea contro il provvedimento della UE che chiedeva la restituzione degli sconti sulle accise per il gasolio concessi dal Governo italiano ai serricoltori dal 2000 al 2004.
Oggi la comunicazione dell’Agenzia delle Dogane che sospende il bonus-accisa sul carburante agricolo, utilizzato anche da centinaia imprese della provincia di Savona, tra floricole, in particolare, ed orticole, ubicate prevalentemente nell’Andorese e nella Piana Ingauna. Le aziende agricole che utilizzano gasolio per il riscaldamento delle serre (prima solo quelle floricole, successivamente tutte le altre) beneficiano dell’azzeramento dell’accisa sul carburante destinato al riscaldamento. Per tutte le altre operazioni colturali il gasolio agricolo è gravato dell’accisa ridotta al 22%. In pratica, ad oggi, si tratta di un beneficio pari ad e 0,09 (nove centesimi/lt).
“Confidiamo nel senso di responsabilità delle istituzioni preposte – conclude Calcagno – e, nella correttezza che distingue le azioni di Coldiretti, lasceremo il tempo necessario per un intervento che ponga rimedio alla situazione. In caso contrario attueremo le iniziative di protesta più opportune a difesa degli interessi del mondo agricolo che, va ricordato, sono anche gli interessi di tutta la società”.