Economia

Scuola, mobilitazione a Savona: i precari scendono in piazza

[thumb:7107:l]Savona.Il primo giorno di scuola a Savona è anche quello della protesta dei precari. Se stamane i 31 mila studenti savonesi riprendono posto fra i banchi, questo pomeriggio in piazza Sisto IV il precariato della scuola si metterà in mostra, manifestando dalle 17 alle 19 conto i tagli alle cattedre.

“Negli scorsi giorni – dichiarano gli esponenti savonesi di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola – il ministro Maria Stella Gelmini ha enfatizzato le novità che la bozza di decreto introduce sui requisiti e le modalità di accesso all’insegnamento, dimenticandosi però di spiegare che fine faranno quelle 300.000 persone inserite nelle graduatorie permanenti che sono già in possesso di un’abilitazione”.

“Durante l’anno appena trascorso – proseguono i sindacati – sono stati 130.000 i docenti in servizio nelle nostre scuole con un contratto a tempo determinato, centinaia di altri hanno prestato servizio per sostituzioni brevi. Una folla di precari per sole 8.000 immissioni in ruolo e ben 26.000 posti in meno a settembre 2009 sempre tra le file dei precari (tra docenti, ausiliari, tecnici e amministrativi). Una decimazione. E non è che il primo capitolo di una stagione di tagli che si concluderà a settembre 2011, quando i posti in meno saranno 87.000. Questo in Italia. In Liguria sono circa 700 i precari che quest’anno rimarranno senza un contratto di lavoro, un centinaio in provincia di Savona”.

“E’ per difendere il diritto al lavoro e all’istruzione, per rivendicare la dignità del lavoro nella scuola pubblica che la tribù dimenticata dei precari scenderà in piazza – spiegano Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola – Alcuni precari savonesi metteranno in scena se stessi, le peripezie di una vita lavorativa vissuta di rinnovo in rinnovo, sparpagliata tra sedi lontane e orari improbabili, una carriera all’insegna ‘del doman non v’è certezza’, come discutibile traguardo di anni e anni di studi universitari, corsi e tirocini”.

“Il problema non è solo di chi perde il posto – rimarcano i sindacati – ma anche di chi lo mantiene e lavora in condizioni sempre più pesanti, dovendo svolgere mansioni che prima erano ripartite tra più colleghi. Il problema è dei docenti che si trovano di fronte classi sempre più numerose e difficili da gestire. Il problema è delle famiglie, degli alunni e degli studenti cui diventa sempre più proibitivo garantire un’istruzione, una formazione e un servizio pubblici di qualità”.

Visite guidate al mondo del precariato saranno organizzate a partire dalle 15,30 nell’ambito della mostra “La corrente gelminista o dello Stato assente: il licenziamento dei precari in piena crisi economica”. “In un momento di difficile congiuntura economica – concludono le organizzazioni sindacali – è assurdo che il primo a licenziare sia proprio lo Stato. Per questo servono risposte chiare e immediate: abrogazione delle disposizioni che prevedono i tagli all’organico, immissioni in ruolo su tutti i posti liberi e estensione degli ammortizzatori sociali”.

Alla mobilitazione hanno aderito anche le segreterie provinciali di Rifondazione Comunista e del Partito Democratico che hanno invitato alla protesta anche gli altri esponenti dei partiti politici locali e provinciali, compreso il presidente dell’amministrazione provinciale di Palazzo Nervi, Angelo Vaccarezza.

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