Cronaca

La protesta dei lavoratori Bombardier paralizza Savona

[thumb:13132:l]Savona. La protesta dei lavoratori dello stabilimento Bombardier di Vado paralizza le vie centrali di Savona. Lunghe code questa mattina in via Gramsci dove, sotto la sede dell’Unione Industriali, si sono dati appuntamento i lavoratori per dare inizio al previsto corteo attraverso via Paleocapa, piazza Mameli e piazza Saffi sino al Palazzo del Governo. Disagi notevoli per gli automobilisti. Non sono mancati momenti di tensione.

Oltre 400 manifestanti, di fatto l’intero gruppo degli occupati dello stabilimento vadese, scandiscono slogan ed esibiscono striscioni. L’iniziativa si colloca nel contesto dell’agitazione per il ritardo della commessa dei locomotori E464 da parte di Trenitalia.

“Basta con le manifestazioni amichevoli, ora faremo sentire forte la nostra voce – afferma il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Alberto Lazzari – Vogliamo che la commessa sia garantita, pretendiamo certezze per il mantenimento del profilo occupazionale. Lunedì arriverà il ministro Scajola, sì, ma noi non possiamo più aspettare. Chiederemo al prefetto di intervenire e fare in modo che il Ministero dello sviluppo economico si attivi concretamente per sbloccare la situazione”.

“La sensazione che abbiamo – dice il segretario provinciale della Cgil, Francesco Rossello – è che proprio dalla visita di Scajola allo stabilimento vadese possa venire l’annuncio del raggiungimento dell’obiettivo della commessa. Questa visita non si spiegherebbe diversamente. Siamo comunque soddisfatti per la notevole adesione al corteo da parte di tutte le categorie del lavoro savonesi”.

La protesta dei lavoratori dello stabilimento di proprietà della multinazionale canadese è ora più vibrante. In mancanza delle commesse di Trenitalia e in particolare della realizzazione dei 150 locomotori 464 si sta delineando un crisi occupazionale che potrebbe anche generare un’interruzione dei rapporti tra la Bombardier Transportation e le aziende dell’indotto, con conseguenze negative immediate per l’occupazione dei lavoratori delle aziende fornitrici.

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