
[thumb:12690:l]Savona. Da domani, martedì 16, sino al 23 giugno, la Sezione Soci Coop di Savona propone la mostra “Ragazze di fabbrica”, dedicata al lavoro femminile nel Ponente genovese tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Nell’ambito delle iniziative correlate alla Staffetta di Donne contro la violenza sulle Donne promossa dall’UDI (Unione Donne Italiane) per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo problema, la Sezione Soci Coop di Savona presenta al pubblico la mostra “Ragazze di fabbrica”, voluta e realizzata dal Comune di Genova nel 2005, ma ancora inedita sul territorio savonese, che permette di scoprire, in un autentico viaggio a ritroso nel tempo, la quotidianità, i sogni, le aspirazioni e la fatica delle donne di ieri.
La mostra sarà inaugurata domani alle ore 17 nella Sala mostre della Provincia di Savona, alla presenza di Donatella Ramello, Presidente delle Opere sociali di N. S. di Misericordia di Savona, e di Stefano Bernini, Presidente del Municipio VI Medio Ponente di Genova.
In questa occasione sarà presentato il programma di iniziative che animano la permanenza in Liguria dell’anfora che l’Udi sta facendo girare per Italia, per raccogliere simbolicamente il contributo di tutte le componenti femminili della società, in modo da individuare strumenti e creare sinergie per far sentire meno sole le donne maltrattate. A Savona questo passaggio di testimone avverrà non solo fra città, ma anche fra generazioni, offrendo alle donne di oggi la possibilità di gettare uno sguardo sulla vita e i problemi delle loro madri, nonne e bisnonne.
Nata da un vasto lavoro di ricerca attraverso la raccolta di immagini, documenti e testimonianze, realizzato in collaborazione con le Biblioteche Civiche Bruschi e Guerrazzi, rispettivamente di Sestri Ponente e di Cornigliano, la mostra “Ragazze di fabbrica” racconta la storia del lavoro al femminile nel Ponente genovese tra il 1850 e il 1950, dove all’epoca si concentravano gli stabilimenti produttivi della Dufour, dell’Italsider e dell’Eridania, i Cantieri Navali, la Ceramica Ligure, la Manifattura Tabacchi.
Tanti volti e tante storie di operaie che – assieme alle levatrici, alle maestre, alle rare impiegate – ci raccontano qual era il ruolo della donna nella società dell’epoca: le “ragazze di fabbrica” erano quelle povere, che avevano bisogno di lavorare per aiutare la famiglia, il che per l’epoca era quasi un disonore. Quando si sposavano, infatti, dovevano lasciare il posto di lavoro, perché l’occupazione femminile era ancora mal tollerata dal costume. La mentalità cominciò gradualmente a cambiare quando, grazie anche alle due guerre, le donne divennero indispensabili per le industrie, perché dovevano sostituire gli uomini che si trovavano al fronte.
Il lavoro fu un forte elemento di emancipazione, che permise alle donne di ritagliarsi uno spazio diverso nella società e di cominciare a lottare per i propri diritti. Fu allora che si posero le basi per le lotte degli anni Settanta, per il femminismo e per le conquiste politiche e sociali che le donne ottennero solo nella seconda metà del Novecento, primo fra tutti il diritto di voto, che fu loro riconosciuto nel 1945 e fu esercitato per la prima volta nel ’46.
La mostra sarà aperta sino al 23 giugno dalle ore 17 alle ore 19 e sarà arricchita dall’esposizione dei contributi artistici di Imelda Bassanello e di Rosanna La Spesa.