Ho visto in televisione alcuni passaggi della discussione, alla Camera, sul DDL relativo alle intercettazioni ad alla libertà di stampa, ho visto orde di mercenari prezzolati difenderlo al di là di ogni logica e di ogni buonsenso, per compiacere il papi-padrone. Ho udito menzogne, insulti, assurdità, ho assistito ad una indegna gazzarra dei parlamentari della Lega, ho dovuto mio malgrado subire la viscida, servile dialettica di quelli del PdL.
Ho visto “trasformare quell’aula in un bivacco di manipoli”. Non ci sto a questo nuovo assalto alle Istituzioni, non ci sto a questa livida violenza alla Democrazia, non accetto che la Giustizia venga svilita, che l’Informazione venga imbavagliata, che una subdola pedofilia intellettuale faccia sì che la cittadinanza diventi una anonima plebe, disinformata e manipolata, inconsapevolmente funzionale ai progetti piduisti di un narciso megalomane e della sua corte di eunuchi e di etere.
E non ci sto neppure a che la destra nostrana vada all’assalto dell’istituzione Provincia, vi pianti le sue tende, vi eriga i recinti per le sue mandrie, ne faccia cosa sua, la distrugga nei servizi che può rendere, la mortifichi nel suoi ruoli di programmazione, la modelli a partigiana di ambienti ristretti, la renda serva di beceri tribuni, la pieghi ad indegni utilizzi.
Difficile è in Italia, da gran tempo, la scelta politica, difficile ed affannosa, soprattutto per tanti che hanno speso le loro forze ed i loro anni ad affermare giustizia, democrazia, solidarietà; perché pesante è la ricerca di quell’ottimo che sempre sfugge, di quel progetto mai compiuto, di quell’utopia pur sempre lontana.
Tutto passa ogni volta attraverso gli uomini e tra gli uomini non ci sono l’ottimo, la compiutezza, l’utopia. Ci sono gli uomini e ad essi va guardato, non c’è altro. Oggi abbiamo un uomo per il governo della nostra Provincia, un uomo onesto, civile, autenticamente democratico, competente, che positivamente ha operato nelle Istituzioni in cui la volontà popolare lo ha inviato.
Ed allora qui, da noi, in Provincia di Savona, io con pudore, ma con convinzione, chiedo a quanti hanno a cuore il rispetto per la persona umana e per la verità, a quanti, pur scettici, pur disillusi, credono però nei valori di una democrazia compiuta, di dare a Michele Boffa il compito di difendere l’Istituzione dalle torme dei barbari, lavorando con quanti ancora credono nella Democrazia; a tutti chiedo di votare per lui al ballottaggio di domenica e lunedì prossimi e di affidargli l’onore e la responsabilità di Presidente della Provincia di Savona.
Mimmo Filippi