
[thumb:3565:l]Savona. Dopo la positiva esperienza degli scorsi anni, si torna a pregare nell’antica chiesa di Legino, intitolata ai santi Pietro e Paolo, sulle alture alle spalle dell’abitato, che ha il curioso particolare di essere sprovvista del tetto originario. Domenica 28 giugno, vigilia della festa, alle ore 20,45 la confraternita di sant’Ambrogio propone la preghiera nella zona adiacente l’edificio sacro con il rosario, che sarà recitato processionalmente partendo dall’incrocio tra le vie Bricco e santi Pietro e Paolo.
Quest’anno si mediterà sui misteri vocazionali, prendendo spunto dall’ultimo numero della rivista del Seminario Seminare la Parola e con particolare memoria a don Pietro Ferri, curato di Legino negli anni ottanta e formatore di quel gruppo di ragazzini che oggi costituiscono il nucleo della confraternita di Legino.
All’interno della chiesetta, poi, ci sarà la recita dei vespri. “Si tratta di una delle più antiche chiese della nostra zona ed è romanica. E’ situata sulla strada che univa, parecchi secoli or sono, il litorale alla Val Bormida. Oggi la vediamo senza tetto, con i soli muri perimetrali ma in condizioni di sicurezza”, spiegano i confratelli.