[thumb:12931:l]Altare. Si sono conclusi i sopralluoghi del vigili del fuoco e dell’Arpal nell’area dell’ex vetreria Savam ad Altare e, i rispettivi rapporti, sono stati inoltrati alle autorità istituzionali e sanitarie. Altre verifiche potranno svolgersi successivamente. La struttura è stata dichiarata pericolante non solo per le lastre di eternit (estese per 500 mq) che si stanno sfaldando alle intemperie, ma anche per un dissesto statico. Per procedere con le verifiche e per ragioni precauzionali è stata disposta la chiusura al traffico veicolare di via XXV Aprile e di via Cesio (sebbene le transenne siano state tolte, la viabilità rimane interrotta). Anche gli autobus non potranno più percorrere il tratto fra la stazione ferroviaria e il bivio per Mallare, ma devieranno lungo la zona industriale per raggiungere il centro altarese.
A rimarcare più volte lo stato di pericolo della struttura è stato il Comitato Ecologico Difesa Ambientale, che anche qualche giorno fa aveva lanciato l’allarme per le lastre di eternit che si stanno sbriciolando e cadendo da un’altezza di 15-20 metri dal piano stradale con il rischio di un “fall-out” cancerogeno sul centro abitato. L’ex stabilimento Savam, ormai chiuso da 17 anni, è stato oggetto di ispezioni anche da parte della guardia di finanza.[image:12933:r]
Per ora, le autorità cittadine temono il rischio “generico” di crolli, ma Ugo Ghione (presidente del CEDA) sottolinea il rischio amianto: “E’ una situazione che si trascina da oltre venti anni con una pericolosità inaudita. Quanti sono stati in questi anni i morti per mesotelioma o carcinoma polmonare quanti cittadini sono stati colpiti da asbestosi? Perché è stato possibile che già due precedenti ordinanze di sindaci delle passate amministrazioni non siano state osservate? Ora bisogna fornire risposte a queste domande ma soprattutto il CEDA chiede che oltre ad i doverosi sopralluoghi ed inchieste si proceda al più presto alla bonifica e alla messa in sicurezza dell’area in questione; non è concepibile che in due mesi non sia ancora stata tolta una sola lastra di eternit e solo ora ci si renda conto che l’edificio è pericolante”. Gli imprenditori che hanno rilevato l’ex vetreria hanno assicurato che sono in corso interventi di bonifica.



