[thumb:413:l]Albenga. L’ipotesi di accorpamento del Tribunale di Albenga con quello di Imperia ha scatenato una serie di reazioni. Gli avvocati dell’albenganese hanno messo in atto una serie di azioni: dieci giorni di agitazione e, subito dopo, altri otto di astensione dalle udienze. Il Centro Aiuto Vita-ingauno si schiera al loro fianco, scrivendo una lettera di solidarietà ad avvocati e magistrati.
“Lasciate innanzitutto che vi esprima tutta la mia più profonda e sincera vicinanza in questo momento difficile della vostra ‘storia’ – dichiara Eraldo Ciangherotti – come presidente del Centro di Aiuto alla Vita-ingauno, come rappresentante del direttivo di Federvita Liguria e, lasciatemelo dire, anche come semplice cittadino di Albenga. Vi sono vicino nella vostra protesta. La proposta di vedere accorpata in futuro la sede giudiziaria ingauna alla sezione del Tribunale di Imperia è illogica, assurda e soprattutto ingiusta”.
“Vi sono vicino in questa vostra battaglia – prosegue il presidente del Cav-i nella propria lettera -. Gli organi di informazione hanno puntualmente riportato la questione, sollevando essi stessi tutti i dubbi del caso. Vorrei, come cittadino, sentire gridare prima di tutto dai nostri amministratori locali tutto lo sdegno per questa violenza. E invece, ad oggi, abbiamo udito solo flebili commenti, timide dichiarazioni. Eppure su queste questioni non dovrebbe prevalere l’interesse partitico, bensì il bene comune. Non entro pertanto nel merito di valutazioni politiche che francamente lascio ben volentieri agli addetti ai lavori, ma desidero condividere con voi, come cittadino, la mia profonda preoccupazione”.
“Spostare il Tribunale di Albenga ad Imperia – continua – vuol dire di fatto privare la cittadina ingauna di un simbolo. Si, perché il Tribunale, non è solo il luogo naturale dove viene amministrata la giustizia. Esso rappresenta prima di tutto lo Stato. Esattamente come esprimono lo Stato il commissariato di polizia, la stazione dei carabinieri, la caserma della Finanza. Il Palazzo di Giustizia è il simbolo stesso della democrazia, poiché è il luogo dove si riconoscono i diritti violati, dove si condannano i colpevoli. Il luogo insomma dove il cittadino si sente tutelato, protetto e massimamente espresso. Ecco allora, amici, è chiaro che vedersi privati di questo importante simbolo è come essere un pò derubati della nostra stessa identità. Si potrebbe obiettare che parecchie città non hanno sede giudiziaria e devono fare capo ad un Tribunale di zona. Verissimo. Il fatto è, però, che ad Albenga il Tribunale esiste da tanti anni e lo si vuole chiudere. Ecco l’assurdo ed incomprensibile evento”.
“Anche io – conclude Ciangherotti – come cittadino ingauno, mi sento derubato, offeso ed ingiustamente colpito. Ma soprattutto disorientato da proposte che non trovano una reale corrispondenza se non in interessi personalissimi. Amici carissimi, sentitemi vicino alla vostra battaglia. Auguriamoci tutti insieme che la protesta di cui vi siete fatti portavoce in questa settimana di sciopero dalle aule giudiziarie di Albenga scuota le coscienze di chi è preposto a decidere. Auguriamoci di poter continuare ad avere la nostra sede giudiziaria ad Albenga”.
