[thumb:12196:l]Provincia. Il Partito Comunista dei Lavoratori presenterà ricorso al Tar per chiedere la sospensiva del provvedimento della commissione elettorale con cui è stato tagliato fuori dalla corsa alla Provincia. Domattina l’avvocato Giovanni Trocollo depositerà la documentazione legale necessaria, mentre i vertici del partito guidato da Marco Ferrando sperano in una pronuncia rapida da parte del Tribunale Amministrativo Regionale.
Anche il Pcl, come il Popolo della Libertà, è stato escluso dalla competizione elettorale per irregolarità riscontrate nelle firme presentate. “La nostra esclusione ha dell’incredibile” afferma Gian Antonio Chiavelli, candidato presidente del Partito Comunista dei Lavoratori che, a differenza di Angelo Vaccarezza, è per ora estromesso dalle elezioni amministrative.
“In una democrazia – osserva Chiavelli – non si può escludere dal diritto democratico di partecipazione al voto una forza politica per un semplice cavillo burocratico. La pubblica amministrazione dovrà risarcire coloro sono stati danneggiati da questa vicenda. Ricorriamo al Tar e, se slittassero le elezioni, non sarebbe per nostra responsabilità”.
Simone Anselmo, responsabile organizzazione del Pcl, spiega: “La contestazione fatta al nostro partito è la mancata indicazione del luogo di autenticazione, errore che se c è per la grande parte delle firme è attribuibile agli uffici comunali che hanno raccolto e vidimato le nostre liste. L’interpretazione data in modo diffuso è che il timbro più il riferimento “li” (che sta quindi a indicare il luogo) bastava a indentificare il luogo di raccolta. Nessun compagno iscritto al partito è tra i vidimatori delle liste errate”.
