Economia

Congresso regionale Cisl: “Un patto sul welfare locale”

Cisl

[thumb:10421:l]Liguria. Si è svolto oggi all’hotel San Biagio di Genova il primo giorno del decimo Congresso regionale della Cisl Liguria, che ha lanciato la proposta della costituzione di un patto sul welfare locale con la Regione, così come fatto per il patto sullo sviluppo.

Folta la presenza dei delegati sindacali delle categorie lavorative regionali e territoriali della Cisl: oltre 175 delegati in rappresentanza degli oltre 122 mila iscritti a livello regionale hanno preso parte ai lavori, cui hanno partecipato, fra gli altri: il presidente della Regione Claudio Burlando, il presidente dell’Autorità portuale Luigi Merlo, il vicepresidente della Regione Massimiliano Costa, l’assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli e in rappresentanza del dall’arcivescovo Angelo Bagnasco, monsignor Molinari. Presenti anche i segretari generali regionali di Cgil Renzo Miroglio e Uil Pierangelo Massa.

Era presente anche una delegazione della segreteria della Cisl del Piemonte, con la quale la Cisl Liguria da tempo intreccia rapporti di collaborazione, “in un’ottica di sinergia non solo territoriale del sindacato”.

Ecco l’intervento di Sergio Migliorini, segretario regionale Cisl: “La necessità di costruire una strategia globale in grado di porre regole chiare ed evitare che gli equilibri del mercato si basino solo sul dumping sociale tra paesi ricchi e poveri è fondamentale, specie all’interno di questo grave processo di crisi. Lo slogan “La Cisl unisce” riassume bene il compito che ci è richiesto oggi: identificare le priorità, proporre soluzioni e perseguirle cercando di aggregare più soggetti possibile sui temi che riguardano le condizioni di vita dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati di questo Paese. Abbiamo acquisito risultati importanti per i lavoratori che rappresentiamo – insiste Migliorini -. L’accordo sul nuovo modello contrattuale mantiene il ruolo centrale della contrattazione e conferma il protagonismo del sindacato confederale quale autorità salariale sia a livello centrale che decentrato. La riforma consente di aumentare le retribuzioni anche grazie alla detassazione degli importi derivanti dal secondo livello e apre nuovi orizzonti nelle relazioni sindacali basate maggiormente su partecipazione e bilateralità. Nonostante il successo ottenuto si aprono altre grandi sfide di cui la Cisl deve essere protagonista. I due grandi capitoli sono il rilancio dell’economia e la tutela del potere di acquisto delle pensioni”.

“Bisogna osare di più, legando gli interventi di sostegno allo sviluppo tecnologico delle imprese, alla ricerca sulle nuove tecnologie, al mantenimento e alla tutela dei posti di lavoro e del reddito. – conclude Migliorini -, Perché la crisi continuerà più o meno a lungo a seconda di quanto si investirà su questi capitoli”.