Diocesi: una commissione per regolamentare le messe

Messa

[thumb:1942:l]Savona. Messe binate o trinate, Messe “pro populo”, Messe comunitarie, Legati: l’elenco potrebbe continuare e, per i non addetti ai lavori, risultare incomprensibile. Come già altre diocesi hanno fatto, anche quella di Savona-Noli si doterà, a breve, di un regolamento per mettere ordine nella delicata materiale delle celebrazioni eucaristiche, soprattutto se associate al suffragio per i defunti. In questo momento, infatti, non esiste una prassi uniforme sul territorio.

Ha discusso dell’argomento il Consiglio presbiterale nella sua ultima riunione e una commissione ad hoc (formata da don Giovanni Margara, don Silvio Delbuono e don Giancarlo Iraldi) elaborerà alcune proposte in vista della prossima seduta, prevista in settembre.
Tra i nodi da risolvere quello delle Messe binate o trinate: in altre parole, quando un sacerdote celebra più di una Messa in un giorno feriale o festivo ricordando dei defunti, le offerte delle celebrazioni in più dovrebbero essere versate alla Curia (cosa che avviene poco, attualmente, a Savona). Discorso analogo per le Messe “comunitarie”, nelle quali vengono raggruppate più intenzioni per defunti, e per i Legati, ossia l’impegno a celebrare a cadenza regolare Messe di suffragio (una volta poteva essere a tempo indeterminato, ora al massimo per vent’anni): tutte situazioni dove non esiste una regolamentazione precisa in diocesi. Senza dimenticare l’obbligo, che ogni parroco ha, di riservare almeno una Messa domenicale “pro populo”, ossia, per tutti i parrocchiani: “E’ sempre rispettato?”, ci si è chiesti in Consiglio presbiterale.
Dulcis in fundo, ma non meno importante, le celebrazioni festive nelle case religiose. Già più di dieci anni fa il vescovo Dante Lafranconi aveva invitato a non celebrare Messe domenicali negli istituti delle suore, raccomandando la partecipazione all’Eucaristia parrocchiale, ma la raccomandazione aveva sortito scarso effetto. Ora la volontà di monsignor Lupi è di arrivare a scelte operative in tale direzione, e non solo per il problema della scarsità di clero.

Il Consiglio presbiterale si è infine confrontato su vari aspetti relativi al Convegno diocesano di giugno, in particolare sulla possibilità per i parroci di delegare loro rappresentanti laici al convegno.

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