Cronaca

Spaccio, operazione Maracanà: in carcere l’ultimo ricercato

Savona - operazione maracana

[thumb:7586:l]Savona. Era ricercato dal maggio del 2008, quando la Squadra Mobile della Questura savonese aveva condotto l’operazione antidroga ribattezzata Maracanà, con 19 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale e l’arresto di 18 persone tra cittadini italiani e albanesi. All’appello mancava solo Arlind Doci, 22enne residente assieme al fratello in via Nizza a Savona. Il giovane era riuscito a rifugiarsi in Albania, ma le indagini condotte dalla polizia e coordinate dal pm Alberto Landolfi hanno consentito di rintracciarlo. A questo punto è entrata in gioco la famiglia di Doci, in particolare proprio il fratello, che risiede da anni a Savona, e i genitori, che lo hanno convinto dopo quattro mesi di ‘trattative’ a consegnarsi alla giustizia italiana.

Ieri il giovane ricercato è sbarcato con una nave a Bari dove è stato prelevato dagli agenti della Squadra Mobile e dalla polizia marittima pugliese. Ora si trova rinchiuso in carcere in attesa dell’interrogatorio davanti all’autorità giudiziaria: le accuse a suo carico, scritte nell’ordinanza firmata dal gip Emilio Fois, sono di spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione.

L’arrestato faceva parte di un sodalizio di spacciatori che aveva come canale di vendita soprattutto gli istituti scolastici e l’ambiente sportivo savonese. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori la banda italo-albanese faceva arrivare la cocaina dall’Albania, circa 500 grammi a settimana, per poi tagliarla e rivenderla ad acquirenti di età compresa tra 16 e 19 anni: una decina le segnalazioni alla Prefettura. In due casi gli inquirenti hanno accertato anche pratiche estorsive, messe in atto nei confronti di altrettanti giovani con ritardi nel pagamento della droga.