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Pronto soccorso veterinario: allarme dell’Enpa

capriolo

[thumb:675:l]Savona. L’Enpa savonese denuncia nuovamente il problema irristolto del recupero e del soccorso della fauna selvatica in difficoltà: “Tale compito – spiegano dall’associazione animalista – è affidato alla Provincia che, a Savona, lo ha delegato agli ambiti di caccia, organismi privati retti però da una maggioranza di cacciatori ed agricoltori”.

“A svolgere in gran parte tale incarico – prosege l’Enpa – provvedono i nostri volontari che, soprattutto d’estate, sono letteralmente ‘travolti’ dagli interventi richiesti. Lo scorso anno abbiamo ricoverato ben 408 soggetti, volatili e piccoli mammiferi, feriti o nidicacei caduti dal nido. Ad essi si aggiunge un numero non conosciuto di altri animali raccolti direttamente dagli ambiti di caccia e da privati cittadini”.

“Per la sua attività l’Enpa riceve scarsi aiuti economici che non coprono neppure le ingenti spese sostenute per i veterinari ed i medicinali – dichiara la Protezione Animali -. Gli ambiti invece hanno stipulato convenzioni con studi veterinari che, però, non riuscirebbero a far fronte da soli a tutte le necessità, soprattutto se venisse meno il nostro apporto. Altro discorso è il servizio di pronto soccorso che deve ancora essere organizzato”.

L’Enpa ha chiesto l’intervento del Prefetto per riorganizzare il settore, possibilmente con il coordimento della Provincia di Savona, stipulando un numero adeguato di convenzioni con studi veterinari.