[thumb:8903:l]Albenga. La casa di cura San Michele è un punto di riferimento della Sanità albenganese dal lontano 1964, quando il professor Libero Nante la creò. Molti qualificati nomi della sanità ligure vi hanno operato e continuano a farlo (Alberto Ponte, Lorenzo Spotorno, Alberto Rossetti ed altri). Nel 2001 la casa di Cura viene data in gestione con scarsi risultati tanto da essere dichiarata fallita nel 2007. Successivamente viene subaffittata a Sanitade Srl che attualmente la gestisce.
“Purtroppo” interviene il consigliere regionale Pietro Oliva (Pdl), “la situazione venutasi a creare a seguito del fallimento, che ha visto la Sanitade Srl impegnata nel faticoso processo di risanamento aziendale, volto anche al mantenimento dei livelli occupazionali, oggi necessita da parte della Regione di un sostegno finanziario in grado di garantire la prosecuzione dell’attività della clinica, fiore all’occhiello della sanità privata ingauna. Inoltre visto il pool di eccellenti professionisti in essa impiegati ed il personale altamente qualificato è doveroso garantire a questa realtà la messa in atto di provvedimenti utili per assicurare la continuazione dell’attività della Casa di Cura san Michele”.
“Un modo per poter risolvere questa vicenda” dice ancora l’esponente savonese del Pdl, “unitamente alle problematiche occupazionali, potrebbe essere lo sviluppo dell’attività protesica, così come precedentemente promesso, da svolgersi presso la casa di cura stessa con la possibilità di favorire l’espansione anche di terapie protesiche all’anca su pazienti privati. Inoltre si potrebbe puntare sulla struttura ingauna anche per il recupero delle fughe dalla sanità ligure in altre Regioni che comportano notevoli costi aggiuntivi per la nostra sanità.”
“Infatti la Asl e la Regione avevano garantito l’ampliamento di tali attività prevedendo lo stanziamento di risorse aggiuntive che avrebbero permesso il rilancio della struttura e se tali risorse non arriveranno difficilmente la clinica potrà essere salvata. Ma per poter ricevere questi finanziamenti è necessario un prestito ponte in grado di garantire la ‘vita’ dell’azienda in questi mesi per lei cruciali. Per questo” conclude Pietro Oliva , “oltre a sensibilizzare la Giunta regionale sto verificando di trovare sinergie locali in grado di sostenere questa importante realtà aziendale.”