[thumb:10832:l]Millesimo. Passaggio di consegne al Gruppo Demont. L’uomo che nel 1972 ha fondato l’impresa, il cavalier Aldo Dellepiane, pur mantenedo la presidenza, lascia di fatto la gestione dell’azienda nelle mani dell’amministratore delegato Fabio Atzori, nato 41 anni fa, che, prima di approdare in Val Bormida come direttore industriale, dopo una laurea al Politecnico di Milano, ha maturato esperienza in Ansaldo e in Alstom, soprattutto in Asia, India, Sud America e Medio Oriente.
“Obiettivo primario è proseguire nel processo di crescita del gruppo, secondo la ben consolidata tradizione aziendale” ha dichiarato Atzori. “Per permettere uno sviluppo nella continuità, utilizzeremo quattro leve: ulteriore impulso al processo di internazionalizzazione, grande attenzione alla qualità della clientela, con focalizzazione sui clienti più importanti, forti investimenti sulla nostra ingegneria interna, in linea con quanto avvenuto nell’ultimo biennio, allo scopo di orientarci sempre più alle attività ad elevato contenuto tecnologico e quindi a più alto valore aggiunto, e, infine, massima attenzione alla prosecuzione del processo di diversificazione. Il tutto avverrà, come nostra abitudine consolidata, solo ed esclusivamente utilizzando mezzi propri, con l’autofinanziamento”.
L’amministratore delegato ha quindi sottolineato che Savona e Millesimo sono e proseguiranno ad essere l’epicentro del gruppo: “Oggi vogliamo investire in quest’area perché presenta alcuni fattori chiave per poter affrontare i problemi che ci saranno nel futuro. Innanzitutto vi è un tessuto di lavoratori competenti. Savona, poi, ha un’ubicazione strategica fondamentale. Il suo porto è vicino a tutte le grandi città del nord, che rappresentano un bacino d’utenza molto importante per le nostre attività. Infine, la nostra sarà sicuramente una provincia dove verranno concentrati, nei prossimi anni, molteplici importanti investimenti”
“L’economia savonese – ha continuato Atzori – ha già patito duramente in passato la deindustrializzazione. Ciò consente di vivere oggi questa crisi, seppur con la dovuta preoccupazione, con un altro spirito rispetto al resto del Paese. Nel nostro ambito territoriale le forze che sono rimaste sono solide e ciò ci consente di guardare avanti con una buona dose di ottimismo”.
Inoltre, nel corso della conferenza stampa, sono stati annunciati tre nuove scommesse per il gruppo Demont. In primo luogo a marzo verrà inaugurata la nuova centrale di cogenerazione da 300 megawatt realizzata per conto di Iride al Politecnico di Torino, con inclusa la rete di teleriscaldamento, del valore di circa 80 milioni di euro. E’ stata poi perfezionata proprio in questi giorni una nuova commessa ricevuta dal Gruppo Erg del valore di 22 milioni di euro, riguardante la realizzazione a Priolo di un generatore di vapore, mentre è in fase di pieno avviamento la nuova unità produttiva Demont di Battaglia Terme, nell’area dell’ex stabilimento storico della Magrini Galileo, dedicata alla meccanica di precisione, alla produzione di interruttori e sezionatori dell’alta tensione ed alla produzione di pannelli per le cabine delle navi da crociera: si tratta di un significativo investimento in una zona che al momento sta particolarmente soffrendo la crisi.
Nel corso del 2008 il Gruppo Demont ha conseguito un giro d’affari complessivo di 320 milioni di euro ed utili di 10 milioni di euro. Il portafoglio ordini dell’azienda, ad oggi, ha già toccato la cifra record di 280 milioni di euro, con commesse a tutto il 2009 e metà 2010. un fatto eccezionale, soprattutto alla luce della congiuntura generale. Sono poi oltre 40 i cantieri aperti in Italia e nel mondo, al servizio di clienti come Eni, Enel, Esso, Fincantieri, Erg, Ansaldo, Babcook, Cartiere Burgo, Centro Comune di Ricerca di Ispra, Saipem, Tirreno Power. L’impresa valbormidese occupa 1.300 addetti, dei quali 400 impiegati stabilmente in provincia di Savona, operando in quattro settori principali: impiantistica industriale, che rappresenta il 33% del giro d’affari, impiantistica navale civile, che pesa per il 29%, petrolchimico, 22% del fatturato e, per il restante 16%, arredamento navale.
