[thumb:2520:l]Liguria. Il Pdl ha presentato questa mattina una proposta di legge regionale per migliorare e garantire i servizi di pubblica utilità nei piccoli Comuni delle aree disagiate dell’entroterra. Nel progetto legislativo si prevede la sottoscrizione di convenzioni quadro con soggetti pubblici o privati, che eroghino servizi di pubblica utilità in almeno tre Regioni (al fine di garantire la serietà della qualifica di chi offrirà le prestazioni), nei settori sanitario, finanziario e bancario, amministrativo, postale, delle telecomunicazioni, informatico e, infine, della mobilità e dei trasporti.
Beneficiari dei servizi sarebbero i Comuni situati in zone svantaggiate, caratterizzate da dispersione abitativa e carenza di pubblici servizi, con popolazione residente inferiore ai 5 mila abitanti. Spetterebbe poi alla giunta regionale il compito di stilare l’elenco delle località aventi le caratteristiche necessarie per usufruire del “sostegno”, entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge, i consiglieri del Pdl hanno anche comunicato alcune cifre sulle realtà montane, ottenute incrociando i dati Istat e Censis. Le zone di montagna, dove abita quasi il 22% dei liguri, producono il 20,1% del reddito regionale e, in termini occupazionali, rappresentano il 38,2% di coloro che lavorano in agricoltura, il 27,3% degli occupati nell’industria e il 19,1% dei lavoratori nei servizi.
Buono anche il dato demografico. I tassi di natalità in alcuni territori risultano superiori al tasso ligure del 2005, pari a 7,5: è il caso dell’ex comunità montana ingauna, che vanta otto nuovi nati ogni mille abitanti. Discreti anche gli indicatori relativi al turismo, che segnalano una dotazione non distante dai valori regionali di strutture ricettive (43,3 esercizi ogni 100 Kmq, contro 55,4) con punte nelle ex comunità Pollupice (183,7) e Ingauna (111,9).
