Economia

Ferrania, Prc: “Dubbi sulla volontà di rilancio”

Ferrania Cairo

[thumb:1718:l]Savona. La commissione lavoro della Federazione provinciale di Rifondazione comunista giudica insufficiente il piano industriale per Ferrania: “A fronte di circa 260 unità dipendenti impiegate a regime, e stiamo parlando del 2011, si passa ad totale di circa 95 persone impiegate nel 2009 e di circa 180 nel 2010. Queste cifre dimostrano in modo inequivocabile quanto sia pesante e insostenibile il saldo occupazionale previsto”.

“I continui rimpalli di responsabilità su ritardi e inadempienze da parte dei vari enti ed i lamentati mancati trasferimenti dei contributi pubblici, testimoniano quanto l’intera vicenda sia drammatica, soprattutto per i lavoratori, i quali sono sempre stati utilizzati come merce di scambio e carne da macello giocata sul tavolo del ricatto occupazionale” proseguono gli esponenti del Prc, che poi lanciano l’affondo: “Riteniamo che il dilemma vero a cui siamo sempre stati di fronte sia quello di capire le vere intenzioni di questa cordata industriale. Se da una parte il progetto del laminatoio è sorpassato poiché non industrialmente perseguibile, dall’altro non si capisce perché la Regione dovrebbe derogare al piano energetico redatto per consentire la realizzazione di una centrale a biomasse”.

“Altro aspetto da sottolineare, non secondario, riguarda il possibile rientro dei lavoratori in esubero – prosegue Rifondazione -. Non si conosce, infatti, quanti dei potenziali lavoratori a regime nel 2012, stimati in circa 300 unità, provengano da quelli posti in cassa integrazione nei periodi precedenti. Poiché non crediamo che l’imprenditoria privata abbia come missione la beneficienza, e se è vero come è vero che la situazione finanziaria dell’azienda versa in situazioni drammatiche con perdite di portata rilevante, ci chiediamo perché non siano partiti i gli investimenti nell’area della chimica, sui quali non c’è mai stato alcun veto da parte di nessuno”

“C’è o no l’intenzione vera di un rilancio?” si chiedono quindi polemicamente i membri della commissione lavoro del Prc, che poi concludono: “A pagare il conto di tutto ciò saranno sempre i lavoratori, per i quali gli unici progetti sino ad oggi attivati rimangono la cassa integrazione e i cantieri scuola-lavoro, che hanno carattere speciale e del tutto provvisorio”.