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Calcio, l’ex presidente Piro: “Savona e i suoi tifosi sono rimasti nel mio cuore”

Savona. Su un muro nei pressi dell’ingresso della tribuna del Valerio Bacigalupo campeggia una scritta scolorita: “Piro vattene”. Poco distante se ne può leggere un’altra, meno sbiadita, sicuramente più recente: “Piro ritorna”. Il ricordo di Bettino Piro, il presidente che ha riportato il calcio professionistico a Savona dopo 16 anni di dilettantismo, è ancora vivo in chi segue le sorti del Savona.

E’ stato amato, odiato, contestato, osannato, è stato il massimo dirigente che più ha diviso i tifosi, il più diretto, il più provocatore, ma anche quello dotato di più carisma, sostengono in tanti. Un dato oggettivo mette tutti d’accordo: è stato l’unico che aveva ridato entusiasmo in ambito calcistico ad un’intera città. Dopo la retrocessione dalla C2 alla D subì pesanti contestazioni e il suo addio fu visto come una liberazione. Ma in tempi nei quali i risultati lasciano a desiderare, sono in tanti a ricordare soprattutto quanto di buono ha fatto per il Savona.

Il sito http://biancoblutimes.blogspot.com, il blog dei tifosi del Savona, lo ha intervistato. Lo stesso Piro, nell’intervista, sottolinea come la piazza di Savona gli sia rimasta nel cuore, nonostante l’addio tutt’altro che amichevole. Di seguito, le risposte dell’ex presidente alle domande della redazione del blog Biancoblutimes:

Presidente Piro, che ci racconta?
Piro: “E’ un piacere sentirvi, siete sempre nel mio cuore, quando ripenso alle annate passate insieme ho dei gran rimpianti, ma io amo Savona, voglio bene ai savonesi e sono certo che anche voi, nonostante tutto, mi vogliate bene.”

Ha nostalgia del calcio?
Piro: “Più che del calcio del Savona, ma la Savona vera, quella passionale, quella che gremiva gli scaloni del Baci in ogni partita. Adesso mi dicono che vi è apatia, disaffezione e moria di spettatori e che il Savona ha perso quel fascino che emanava in città ai miei tempi. Possiamo stare a parlare quanto volete ma a Savona ci vuole un presidente come Bettino Piro. Io mi sento ancora il presidente del Savona. Che gli altri ottengano i risultati che ha ottenuto Piro al comando, e solo poi si potranno dire presidenti. Essere presidente non vuol dire comparire in uno scarno e anonimo organigramma societario, vuol dire investire, dare entusiasmo alla piazza, vuol dire proporre obiettivi, vuol dire infondere ottimismo all’ambiente, e adesso come adesso a Savona mancano tutte queste cose, e la cosa, anche vista fuori, è abbastanza evidente, o sbaglio?”

Presidente Piro, voglio esser chiaro, lei negli ultimi due anni ci fece disperare, e la contestammo con determinazione, insomma è vero che i primi 3 anni ci fece godere, ma poi pagammo il conto.
Piro: “Vorrei vedere chi da solo per anni, per giunta combattuto da lobby politiche finanziarie che vedevano nel foresto di turno un ostacolo da eliminare prima che facesse dei danni a livello politico, poteva resistere.
Ho fatto degli errori e lo ammetto, ma quando parlavo ero sincero, credevo davvero nel progetto, non scordatevi che il sottoscritto non ha avuto appoggi politici ed è stato 5 anni senza uno straccio di sponsor. Voglio evidenziare altresì che i giornali non me ne hanno lasciato passare una, con altri super indulgenza contro Bettino viceversa si picchiava duro. Pensate che con qualcuno che ancora oggi scrive arrivai anche a fare parole, ma vi sembrava il caso, ad esempio, di riportare la famosa frase dei ‘cagnolini che ritornano a leccare le mani al padrone…’ una frase del tutto decontestualizzata, suvvia a che pro è stata riportata quell’infelice frase?
Qual era la finalità se non quella di crearmi dissapori con il tifo organizzato? Io sono un sanguigno, a volte parlo col cuore, ma quella inopportuna frase è stata riportata con intenti strumentali, anche se l’ho pronunciata. La verità è che non mi sono mai piegato ai poteri forti, e quando hanno potuto mi hanno presentato la parcella, e lo hanno fatto in svariate maniere, questo è un dato di fatto. Il sottoscritto, altro esempio, prese una denuncia per la famosa ‘baracca’ del Baci, ma mi chiedo perché a distanza di anni quella baracca è ancora lì? E di esempi ne potrei fare a decine…”

Ha rapporti con l’attuale società?
Piro: “No, nessuno, e come potrei averne? Pensate che sono stato l’unico presidente, vero presidente, che negli ultimi 20 anni ha dato lustro a questi colori, e neanche si sono sentiti in dovere di invitarmi al centenario societario. Ripeto, come potrei avere rapporti con questa società?”

Ma noi l’abbiamo vista al centenario…
Piro: “Certo, ma perché saputo dell’evento mi sono presentato lo stesso facendo la faccia tosta. Ma vi rendete conto, chi ha portato a Savona gente del calibro di Murgita, Nappi, Bracaloni, Biffi, Di Gioia, Perella eccetera, relegato a non essere neanche tra gli invitati d’onore. E voi mi chiedete se ho rapporti con questa società?”

Con calma presidente… andiamo indietro, se la ricorda la famosissima ‘Il Savona nel 2007 sarà in serie B, il nostro vero derby sarà col Genoa…’
Piro: “Stop, la confermerei in toto, Savona è una piazza da B, scrivilo a caratteri cubitali, se tu guardi Grosseto, Rimini, Mantova, tutte squadre che sono passate da Savona sotto la mia presidenza vedrai che hanno fatto la strada che volevo far percorrere io al Savona, non crederete mica che in quelle città ci siano degli scienziati, oppure dei Rupert Murdoch. Hanno semplicemente creato le basi per un rilancio come avevo fatto io, e poi sono intervenute forze economiche a sostegno del presidente, lo stesso identico progetto che avevo in mente io, a loro l’hanno permesso, a me no. Ripeterei quella frase, se alcuni ambienti non mi avessero fatto la guerra il Savona non starebbe a giocare in questo marciume di categoria, anche perché è una violenza la serie D per questi colori.”

D’accordo, d’accordo…ma noi abbiamo la memoria lunga, vogliamo parlare di Pino Cavallaro allenatore?
Piro: “Non rifarei quella scelta, fu un errore, diedi ascolto al cuore….”

E il senatore Pedrini co-presidente del Savona Calcio?
Piro: “Certo, consigliatomi da Romani, Zunino e Ruggeri che vennero nel mio ufficio a propormelo e la finalità era quella, almeno negli intenti, di dare voce al Savona calcio nei palazzi Romani (come latitudine intende…), e di trattare i rapporti con le istituzioni locali.”

Fortunati e Mongardini…
Piro: “Per carità, ‘parole parole parole…’, ma quando c’era da concludere si trasformavano in ‘uccel di bosco’. Parliamo di cose serie e non sprechiamo fiato per l’inconcludente chiacchiericcio del duo Romano.”

Viene spesso a Savona?
Piro: “E come no… anzi il prossimo anno mi ci trasferisco definitivamente, venendo ad abitare a Pietra Ligure, mio figlio che ha 11 anni giocherà nel settore giovanile del Savona Calcio e già in luglio si è allenato con Vittorio Panucci al Bacigalupo.
Il Savona nei miei progetti doveva essere una delle squadre più importanti e prestigiose a livello regionale, supportato da un altrettanto importante settore giovanile curato da professionisti. Non si possono paragonare altri sodalizi del comprensorio provinciale con il Savona, è assurdo, e lo dico con rispetto parlando. Il Savona nei miei progetti doveva diventare veicolo promozionale per un capoluogo di provincia che intendeva ritagliarsi il suo posto d’onore in regione e nel paese, ed invece ho letto di paragoni col Vado, Loanesi, ed altre squadre che col Savona non c’entrano nulla.

Presidente, cosa vuole dire ai tifosi?
Piro: “Che sono rimasti nel mio cuore. Riconosco tutti gli errori che avevano portato il tifo organizzato a contestarmi, ma credetemi, politici e lobbies economiche correlate a certi ambienti mi hanno fatto la guerra e quando hanno agguantato il mio scalpo mi hanno ‘sputtanato mediaticamente’ con la complicità di alcuni giornalisti.
Se tornassi indietro cambierei un sacco di cose e soprattutto non mi circonderei di persone che quando il vento è cambiato si sono voltate dall’altra parte lasciandomi affondare da solo. Non c’è dubbio, gestirei in maniera differente la società, ma una cosa la rifarei tale e quale, ovvero mettere quella passione e quell’entusiasmo che avevano contribuito a riportare il grande pubblico al Bacigalupo dopo anni di anonimato e disinteresse generale, perché è questo che un presidente deve fare, ed io sono stato l’ultimo vero presidente, coi i suoi pregi e i suoi difetti. Mi sono sempre esposto in prima persona, prendendo onori e oneri, ma questo vuol dire esser un presidente.”

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