Regione. La giunta regionale ha approvato oggi i primi tre bandi che renderanno fruibili dalle imprese i primi 50 milioni di euro del piano operativo regionale 2007/13. Con questi fondi verranno finanziati progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, di innovazione tecnologica, produttiva, organizzativa e commerciale e, infine, di acquisizione di servizi avanzati.
I tre bandi prevedono interventi prevalentemente rivolti al contributo a fondo perduto. Le domande potranno essere presentate a partire dal 2 marzo fino al 3 giugno per i primi due e fino al 30 settembre per il terzo. Ulteriori informazioni potranno essere ricevute presso la Filse, la finanziaria regionale.
“Con l’approvazione di questi bandi – ha spiegato l’assessore Guccinelli – si dà concreto avvio agli interventi strutturali programmati nell’ambito dell’asse 1 del piano, per innalzare la competitività del nostro sistema economico-produttivo, e si consente alle nostre imprese di programmare con serenità, disponendo di un quadro di riferimento ben delineato, i propri investimenti”.
“Si tratta di interventi che si affiancano alla manovra straordinaria di natura anti-congiunturale di 150 milioni di euro presentata qualche settimana fa – ha proseguito l’esponente della giunta Burlando -. E’ infatti nostra convinzione che per contrastare la crisi economica sia necessario da un lato sostenere le imprese in un periodo di transizione facilitando l’accesso al credito e favorendo gli investimenti ordinari e dall’altro sia altrettanto necessario sostenere gli investimenti in ricerca e innovazione per poter affrontare un nuovo periodo di crescita, una volta che la crisi sarà passata”.
“Infatti – ha dichiarato in conclusione Guccinelli – con queste misure sarà possibile finanziare interventi di rilevanza strategica per il tessuto di piccole e medie imprese che risulta caratterizzato da elementi di debolezza sistemica quali la modesta entità della spesa privata destinata alla ricerca, la limitata vocazione delle pmi a dialogare con il sistema dell’offerta di ricerca e delle grandi imprese nonché la difficoltà a tradurre innovazioni tecnologiche in innovazioni organizzative.”