Quotidianamente l’amministratore è subissato da un’ innumerevole sfilza di chiamate di condomini che esigono interventi “sempre urgentissimi”, anche nei giorni festivi. Molto spesso si rileva che l’intervento posto in atto non origina da beni condominiali ma bensì di proprietà esclusiva, di questo o quel condomino.
Mai dovrebbero esistere interventi di riparazione eseguiti su beni di proprietà privata dal condominio e meno che mai pagati con denaro condominiale. L’eventuale pagamento eseguito dall’amministratore con denaro condominiale e la successiva imputazione della spesa a carico del condomino privato che ha fruito dell’intervento costituiscono una scorciatoia che può semplificare i rapporti tra amministratore e condomini, ma è bene sapere che sono comportamenti completamente al di fuori della previsione legislativa.
L’amministratore può essere esposto a contestazioni riguardanti l’utilità, opportunità del suo intervento, se non addirittura dover spiegare del costo dell’intervento, e trovarsi in gravi difficoltà. Il suo comportamento, privo di protezione giuridica, anche se apprezzato dai condomini, lo espone troppe volte a rischi professionali e economici.
Laddove non è possibilec rimanere estranei ad una situazione lamentata dal condomino è opportuno che cerchi di tutelarsi chiedendo al condomino di formulare la richiesta di intervento per iscritto, con la specifica accettazione di sopportare per intero il costo derivato qualora questo sia relativo ad interventi su beni privati.
In collaborazione con il Centro Studi Anaci Liguria, a cura di Ivano Rozzi. Invia a redazione@ivg.it le tue domande inerenti la materia condominiale. I quesiti più interessanti saranno trattati con appositi articoli in questa rubrica.