[thumb:9670:l]Savona. 100 milioni di euro di investimento complessivo in quattro anni, in attesa di un grosso partner nella siderurgia. Confermati i settori della chimica fine e dell’energia, il fotovoltaico in due anni e le biomasse. Cassa integrazione per i 450 dipendenti fino al 2009, l’azienda occuperà le 140 unità attuali: in prospettiva, a pieno regime, nel 2012 gli occupati saranno 280 e altre 130 persone nell’indotto. Sono i punti principali presentati oggi dall’azionista Stefano Messina sul piano industriale di Ferrania. L’incontro si è svolto nella sede dell’Unione Industriali di Savona; presenti anche il Direttore Luciano Pasquale, l’amministratore delegato di Ferrania Giuseppe Cortesi e i rappresentanti sindacali di categoria.
Assente, come previsto, il progetto del laminatoio, ritenuto indispensabile da istituzioni e sindacati per un pieno rilancio dell’azienda, unica garanzia, inoltre, per un completo reintegro di tutti lavoratori: “di fatto con questo piano industriale l’accordo di programma non è stato rispettato”, sottolineano i sindacati di categoria, che al termine dell’incontro hanno dichiarato che sospendono ogni giudizio in attesa di una valutazione più approfondita.
[image:9667:r:s=1]Messina ha invece ricordato gli sforzi fatti dal suo gruppo per Ferrania, con investimenti che hanno raggiunto già i 13 milioni di euro, e ricordando i finanziamenti pubblici e agevolazioni previste: “alla luce di questo piano industriale è necessario che ora sindacati e istituzioni non si tirino indietro. Si tratta di un piano di vero rilancio nel medio periodo, con un forte investimento e prospettive occupazionali”.



