Le previsioni delle agenzie di viaggio per la domanda nel 2008/9 sono “all’insegna del pessimismo più nero” e Giuseppe Cassarà, presidente della Fiavet, dice al governo di essere stanco “dei proclami sulle cose che si debbono fare” e di aspettarsi “decisioni coraggiose e atti concreti”.
La Fiavet ha curato una ricerca dalla quale risulta che sui 45 miliardi di euro di consumi turistici della famiglie le 9500 agenzie di viaggio italiane, il 50% delle quali è di nuova apertura, devono diversi 4,7 miliardi di utili. Le agenzie che stanno meglio sono quelle di grandi dimensioni, in grado soprattutto di attuare economie di scala ma anche di spuntare migliori condizioni dai fornitori, e quelle del Nord-est.
Un modo per sfuggire alla crisi è quello di collegarsi a network, come ha fatto il 40% delle agenzie e il 50% delle nuove, nate soprattutto in franchising. I proventi derivano per il 38% da vacanze individuali, il 36% da gruppi, il 14% da biglietteria. Le difficoltà delle agenzie, infine, nascono più che dalla concorrenza di internet e dalla propensione a organizzarsi da soli il viaggio, dalla crisi economica generale.