Il vino italiano “rischia di perdere la sua identità”. La nuova classificazione europea che entrerà in vigore dal primo agosto 2009 potrebbe ridurre di quasi il 40% le denominazioni che tutelano la produzione italiana, passando dalle 470 tra Docg, Doc e Igt ad appena 182 tra Dop e Igp.
A lanciare l’allarme è l’associazione Città del Vino, che chiede al ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, di intervenire sulla Commissione Europea per ritardare l’entrata in vigore delle nuove norme prevista dalla riforma del mercato comune vitivinicolo Ue (Ocm vino).
“Lo scenario che potrebbe prospettarsi per i vini italiani dall’anno prossimo – spiega l’associazione – è a dir poco preoccupante: la nuova classificazione, ispirata a quella delle produzioni tipiche agroalimentari, imporrà ad un territorio una sola Dop o Igp. Accadrà così, ad esempio, che a Montalcino la Dop Brunello cancellerà la Doc Rosso di Montalcino, Sant’Antimo e Moscadello.
Niente più sottozone o menzioni aggiuntive ma un’unica Dop, con il risultato, prendendo ad esempio il Chianti, della scomparsa del Chianti Rufina, Chianti Montespertoli, Chianti Colline Senesi, etc”. Le Città del Vino si dicono “stupite che né i produttori né i loro Consorzi, né tantomeno le associazioni di categoria abbiano chiesto i dovuti chiarimenti e fatto doverose valutazioni sulle conseguenze future”.
“E’ necessario far slittare l’entrata in vigore di questo provvedimento – sottolinea il presidente delle Città del Vino Valentino Valentini – per dare modo ai nostri rappresentanti in sede europea di poter vagliare tutte le possibili eventualità”.