E’ finito sul banco degli imputati l’imprenditore Ernesto Picozzi, 47 anni, di Varese, che secondo l’accusa avrebbe fatto arrivare via nave a Porto Vado una partita di asciugacapelli assemblati nella Repubblica Dominicana con componenti cinesi e dotati del marchio ingannevole “Made in Italy”. L’accusa è sostenuta dal pubblico ministero Alberto Landolfi, che ha chiesto la condanna dell’importatore a 10 mila euro di ammenda. I phon arrivati sulla banchina vadese, circa 5000 pezzi, erano stati sequestrati nel 2004 dalla Dogana per irregolarità sull’applicazione del marchio.