
[thumb:3585:l]Regione. La Liguria mette un freno alle concessioni per gli stabilimenti balneari, in difesa delle spiagge libere. E’ questo il senso di una legge approvata oggi all’unanimità in consiglio regionale su proposta dei Verdi.
La legge era stata presentata nel giugno dell’anno scorso dai consiglieri Cristina Morelli e Carlo Vasconi i quali avevano denunciato, insieme alle associazioni dei consumatori, come almeno il 90% del litorale ligure sia ormai stato dato in concessione a privati. La proposta di legge regionale segue la norma nazionale inserita nella legge finanziaria del 2007 che prevede, oltre al riequilibrio, il libero accesso alle spiagge attraverso gli stabilimenti balneari anche per fare il bagno e non più solo per il transito nella battigia.
Il testo approvato oggi prevede che i Comuni garantiscano una percentuale minima di aree balneabili libere (almeno il 20%) e libere attrezzate e che si dotino del Progetto di Utilizzo del Demanio Marittimo (Pud), lo strumento senza il quale non potranno rilasciare nuove concessioni agli stabilimenti balneari né autorizzare interventi che eccedano l’ordinaria manutenzione.
In base alla nuova norma, le spiagge libere e le libere attrezzate dovranno essere pari ia 40 per cento del totale delle aree balneabili. La nuova realizzazione di opere, anche nel caso di demolizioni, ristrutturazioni e risanamento conservativo, dovrà essere tale da impedire la chiusura delle visuali verso il mare e la cementificazione dell’arenile. E’ prevista poi la revoca delle concessioni per gravi violazioni edilizie e per gravi inadempienze nel godimento della concessione.
Per i bagnanti dovranno essere predisposti percorsi per l’accesso pubblico alla fascia di libero transito e al mare ogni 200 metri di fronte mare. I gestori delle spiagge libere attrezzate dovranno mantenere liberi da ogni tipo di attrezzatura il 50% dell’area in concessione e il 50% del fronte mare (sdraio, lettini, ombrelloni, eccetera).
Inoltre, le attività per usi diversi dalla balneazione dovranno essere opportunamente disciplinate per una migliore salvaguardia della pubblica incolumità. “Su oltre 130 km di litorale della Liguria, solo 19 km sono liberi dal cemento” affermano Morelli e Vasconi. “Con questa legge si riportano in capo alla Regione Liguria le funzioni di tutela del paesaggio e del controllo sulle autorizzazioni dei Comuni per la realizzazione di nuove strutture o ristrutturazioni sul demanio marittimo.”