Prosegue l’iter parlamentare di conversione in legge del DdL 92 del 23 maggio 2008, “misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”. A Palazzo Madama il voto finale è previsto per il prossimo martedì 24 giugno e dovrà convalidare le diverse modifiche e integrazioni apportate al testo dal Senato nelle commissioni congiunte Affari Costituzionali e Giustizia nella seduta dell’11 giugno e in aula nelle sedute del 17 e 18 giugno, alcune delle quali interesseranno direttamente i poteri e le funzioni conferite a sindaci ed Enti locali in materia di sicurezza (per il testo e la documentazione completa: www.senato.it).
Tra i punti sui quale si è aperto lo scontro più aspro, com’è noto vi è quello che stabilisce il possibile utilizzo da parte “dei prefetti delle province comprendenti aree metropolitane e comunque aree densamente popolate”, delle Forze armate “per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, ove risulti opportuno un accresciuto controllo del territorio”, secondo quanto si legge nell’attuale formulazione dell’Articolo 7-bis (“Concorso delle Forze armate nel controllo del territorio”).
Se il testo verrà adottato anche in questo suo aspetto, per i comuni della provincia di Savona si aprirebbe dunque la questione interpretativa del “se” e “in quale misura” anche essi rientrino nei confini di tale norma, cosa che probabilmente potrebbe avere, oltre alle ancora isolate prese di posizione che pure già si sono manifestate nei giorni scorsi, una qualche incidenza sempre meno marginale anche sul locale dibattito che in molte realtà (come Albenga, Alassio, le Albissole, Cairo e la stessa Savona, per limitarsi a qualche facile concreto esempio) tende spesso a radicalizzarsi quando entrano in discussione questioni legate alla sicurezza e alle misure adeguate per affrontarne i problemi. Al di là di questo singolo aspetto, molte le novità introdotte nel testo in discussione emendato al Senato; qui di seguito, con maggiori dettagli, una sintesi dei provvedimenti inclusi nel decreto legge 92 che più direttamente interessano le prerogative gli Enti Locali, secondo l’elaborazione fornita dall’ufficio legislativo dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) in base al testo modificato che sarà votato al Senato martedì:
Sicurezza urbana: il Sindaco, in quanto ufficiale di Governo, può adottare provvedimenti anche contingibili ed urgenti non solo in materia di incolumità pubblica ma anche in materia di sicurezza urbana con l’obbligo di informazione preventiva del prefetto. Si tratta di una modifica importante in linea con quanto chiesto dall’Anci finalizzata a fare uscire gli interventi dei Comuni in materia dalla sfera dell’emergenza, dotando il Sindaco quindi di uno strumento avente una duplice natura e finalità, non solo emergenziale. Con decreto del Ministro dell’Interno verrà definito l’ambito di applicazione della materia incolumità pubblica e sicurezza urbana. Sempre nella riformulazione dell’articolo 54 del TUEL [N.d.R.: “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali”] è stata inserita la segnalazione del Sindaco all’Autorità Giudiziaria o di Pubblica Sicurezza della condizione irregolare dello straniero o del comunitario ai fini di espulsione ed allontanamento.
Sanzioni amministrative: è stata prevista la possibilità per la giunta di modificare l’importo delle sanzioni amministrative entro un limite massimo e minimo predefinito.
Piani coordinati di controllo del territorio: per garantire la collaborazione tra le forze di polizia, si prevede che i piani coordinati di controllo del territorio possono realizzarsi anche per specifiche esigenze dei Comuni diversi da quelli dei maggiori centri urbani e debbono prevedere la cooperazione tra la Polizia Municipale e la polizia di Stato (mentre prima era eventuale e su richiesta del Sindaco). A tal fine il Ministro della giustizia, con un decreto interministeriale da emanare entro 3 mesi, determina le procedure da osservare per assicurare, nel corso dello svolgimento di tali piani di controllo coordinato del territorio, le modalità di raccordo operativo tra la Polizia Municipale, la Polizia provinciale e gli organi di Polizia dello Stato.
Personale Forze armate: per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità e ove risulti opportuno un accresciuto controllo del territorio, viene previsto l’impiego di un contingente di personale militare appartenente alle Forze armate [N.d.R.: “preferibilmente carabinieri impiegati in compiti militari o comunque volontari delle stesse Forze armate specificatamente addestrati per i compiti da svolgere”]. Questo personale è posto a disposizione dei prefetti delle province comprendenti aree metropolitane e comunque aree densamente popolate per servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, nonché di perlustrazione e pattuglia in concorso e congiuntamente alle Forze di polizia. Il piano di impiego del personale delle Forze armate è adottato con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa, sentito il Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica integrato dal Capo di stato maggiore della difesa e previa informazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e può essere autorizzato per un periodo di sei mesi, rinnovabile per una volta, per un contingente non superiore a 3.000 unità.
Accesso alle informazioni da parte della polizia municipale: si prevede la diretta utilizzazione ed accesso del Centro Elaborazione Dati (CED) interforze del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministro dell’interno da parte della polizia municipale. In particolare viene consentito l’accesso diretto alle banche dati dei veicoli rinvenuti e dei documenti di identità rubati o smarriti nonché alle informazioni inerenti i permessi di soggiorno e la facoltà di immissione diretta dei dati (e non solo di consultazione di quelli esistenti). Per l’accesso ai suddetti documenti viene previsto il collegamento anche a mezzo della rete informativa telematica dell’ANCI. Tali collegamenti sono effettuati con le modalità stabilite con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’ANCI. L’accesso al CED è inoltre previsto per gli agenti di polizia giudiziaria appartenenti al Corpo delle Capitanerie di porto